14 dicembre. In piazza per il Rojava

La guerra di aggressione avviata dall’esercito turco e dei suoi alleati jihadisti il 9 ottobre contro la Federazione democratica della Siria settentrionale e orientale, ha portato con sé una fase di resistenza e di solidarietà globale. Le ultime settimane ci hanno chiarito che la resistenza dei popoli della Siria settentrionale è inseparabile dalla lotta globale contro il patriarcato, il fascismo e il capitalismo.

In tutto il mondo, milioni di persone protestano contro l’ingiustizia sociale e lo sfruttamento capitalista. Le proteste di Cile, Bolivia, Colombia, Libano, Iraq, Iran, Tunisia e Catalogna sono unite dalla richiesta di un mondo di giustizia sociale. È stato dimostrato che senza distruggere il fascismo in Turchia non è possibile garantire risultati democratici nelle altre parti del Kurdistan e in Medio Oriente. Fino a poco tempo fa, la Siria settentrionale e orientale era un’oasi di stabilità nel paese.

Sotto l’Amministrazione autonoma democratica (DAA) della Siria settentrionale e orientale, cinque milioni di siriani di varie origini etniche e religiose – curdi, arabi, cristiani (armeni, assiri, caldei e siriaci), turkmeni, ceceni, aleviti e yazidi – hanno convissuto pacificamente.

Da un lato era ed è la resistenza dei combattenti delle forze democratiche siriane (SDF) e dei combattenti dell’autodifesa delle ‘YPG e delle YPJ che hanno costretto lo stato fascista turco e le potenze internazionali a limitare l’aggressione turca con i cosiddetti accordi e il cessate il fuoco.

Dall’altra, sono state le centinaia di migliaia di persone in innumerevoli città in tutto il mondo a formare un ponte di speranza per il Rojava. Le politiche internazionali contro il Rojava – sia la politica diretta di guerra della Turchia, sia il supporto indiretto degli Stati Uniti, della Russia e dell’Unione europea, o l’ignoranza di organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite – mostrano che c’è una coalizione internazionale contro la rivoluzione nel Rojava che mira a distruggere la speranza per un mondo migliore, che è stata creata attraverso la nuova democrazia alternativa nel nord e nell’est della Siria/Rojava, e mantiene lo status di colonia internazionale per il Kurdistan.

La costruzione di un sistema nel Rojava basato sulla democrazia radicale, sulla liberazione delle donne e l’ecologia è un passo storico per la rivoluzione in Kurdistan e la democratizzazione dell’intero Medio Oriente. Questa è una vittoria che ha affascinato il mondo e ha segnato un nuovo inizio per i popoli oppressi della regione, che ha costruito un sistema di autogoverno che ha dato voce a tutte le comunità della regione. La solidarietà internazionale con il Rojava mostra che la lotta per la liberazione è internazionale e senza confini!

La campagna di sterminio di massa dello regime fascista turco continua senza sosta. Esprime se stessa dai migliaia di prigionieri politici, dalla distruzione del patrimonio culturale, della natura e delle città curde, dalle amministrazioni forzate, dalla de facto abolizione del diritto di voto, dagli attacchi e dalla pulizia etnica nel Rojava. Questi attacchi hanno luogo con il sostegno della comunità internazionale degli Stati. I popoli del nord e dell’est della Siria continuano a sfidarci con la loro resistenza nel difendere la rivoluzione e a renderla la culla della democrazia globale.

Portiamo insieme la nostra rabbia contro la guerra di aggressione turca, nelle strade e nelle piazze. Rompiamo lo stato di normalità. Finché le uccisioni continuano, la resistenza deve continuare.

Con questo nella mente, facciamo appello a una giornata di iniziativa internazionale il 14 dicembre 2019.

Solidarietà con la resistenza dei popoli in tutto il mondo! Insieme contro il fascismo e il patriarcato!

 

Le campagne #Riseup4Rojava, #WomenDefendRojava and #DefendRojava

 

da COMUNE-INFO

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