” Salvini, non mentire!” Lettera di una professoressa albanese al ministro degli interni

Caro Salvini,

in questi giorni sulla tua pagina ufficiale avevi pubblicato questa foto-messaggio, facendo capire agli italiani di essere stato minacciato (tu e la grammatica) dagli albanesi. Sinceramente volevo non risponderti; sai com’è, sono una reduce di fresca vernice anch’io dalla politica e so bene che post simili sono cibo per il consumo di massa, nel senso che chi li pubblica è il primo a non credere.

Ma poi curiosando, ho notato sul timbro della busta “Bologna”, e allora visto che sono albanese e vivo a Bologna, mi sono sentita due volte chiamata in causa. E non solo, ma siccome non c’è due senza tre, tu menzionavi la grammatica ed io sono linguista, anzi sociolinguista, allora scatta il tre e ti rispondo.

Caro Ministro, come ti dissi sono sociolinguista, albanofona ma anche italofona, e quindi conosco bene le interlingue, le interferenze o il code-mixing di un albanese che scrive in italiano. Così come conosco le sue metafore mentali.

Un albanese quando sbaglia la grammatica dell’italiano (o quando la minaccia come dici tu – ma figurati se noi linguisti consideriamo un errore come una minaccia; almeno dai tempi del fascismo non più), quando un albanese sbaglia quindi, sbaglia sulle doppie o sugli articoli.

L’errore “ai” per “hai”, è tipico del italiano popolare che è quel socioletto nato da un italiano incolto che ha il dialetto per madrelingua. Ma è tipico dell’italiano popolare, credimi! O se non mi credi e fai bene, informati! Le doppie sono tutte regolari, così come sono regolari anche gli articoli. E non solo! Un albanese infuriato a tal punto di minacciarti, non ti avrebbe scritto “maiale frocio cornuto”. E neanche l’italianissima locuzione “puntati su di te”. No caro, non è una locuzione nostrana, è vostrana 😉 

La metafora del “maiale cornuto” non è dell’albanese, e non fa parte nel nostro linguaggio di imprecazione o rabbia, per il quale la sociolinguistica afferma di attingere sempre sull’archetipo linguistico o comunque di rifletterlo. Invece qui, in questa breve lettera non c’è la minima interferenza del presunto bilinguismo, nessunissimo cenno di un code-mixing, niente! È italianissima questa lettera, caro. Italianissima per gli errori e i non-errori.

Concludendo: non sarà mica una lettera pubblicata in modo irresponsabile a disturbare una convivenza di duemila anni e passa tra i due popoli. No sicuramente! Ti consiglierei di leggere un po più di Sociolinguistica nel tempo libero. È una disciplina che rende l’uomo migliore di quanto sia.

Enkelejda Shkreli

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