A PIEDI, DAL TRENTINO ALLA SICILIA, PER LA PACE

“ Questo nostro mondo sembra impazzito. Ovunque uno guardi, è un esplodere di egoismi. Ognuno decide di pensare a se stesso e fregarsene degli altri. Ma così si va verso il baratro e inevitabilmente si finisce per fare a botte”.
Per un attimo il sorriso scompare dal volto di Sandro. Ed è un peccato perché quello di Sandro Chistè è un sorriso che coinvolge, che trasmette impegno e ottimismo. 62 anni, dal 30 aprile è partito a piedi dal suo Trentino e attraversa l’Italia portando con se un unico messaggio e un’unica bandiera, quella della pace.
“ Perché lo faccio? Alle volte me lo chiedo anche io e sa che mi rispondo? Troppe parole e pochi fatti in giro. E’ tempo di sporcarsi le mani, di dar l’esempio, con umiltà e con ottimismo sapendo che la pace è bene di tutti e che solo mettendoci in gioco possiamo proteggerla. Vado a piedi per testimoniare che sarà una battaglia faticosa, ma alla fine ce la faremo. E sa una cosa? Sto incontrando tanta brava gente. Smarrita, ma alla ricerca della verità. Tanta gente che ha orrore della guerra e delle guerre tra poveri, che è stanca di urla e slogan e pretende soluzioni vere ai grandi problemi del paese e del mondo”.
Sandro è appena arrivato a Napoli. Tra un po’ incontrerà i rappresentanti del sindaco
“ Spesso mi chiedono di dove sia. Io rispondo, perché lo sento vero, che sono trentino, italiano e cittadino del mondo. E ora che sono a sud e che vedo il degrado di questa parte del paese, mi sento anche meridionale. Meridionale come i tanti che incontro e ogni giorno, a testa alta, tra mille difficoltà portano avanti le loro famiglie. Ecco, la pace è un bene primario, ma la pace si costruisce con il cemento della giustizia. Ho letto del povero ragazzo immigrato ucciso a fucilate. Mi creda, ho pianto. Era un lavoratore, in fuga da un paese in guerra. Chi lo ha ucciso ha colpito tutti noi. Basta razzismo, basta ignoranza. Sì, perché la madre sciocca del razzismo è proprio l’ignoranza. Fermiamoci a parlare con chi viene da lontano. Ascoltiamo le loro storie. Sono donne e uomini come noi, tutti figli dell’ingiustizia che domina il mondo”.
A Roma, quando è arrivato a Piazza San Pietro, Sandro ha indossato una maglietta sulla quale era stampato il volto e il nome di una ragazza.
“ Quello di Alba Chiara, figlia di miei amici, uccisa dal suo fidanzato. Vado in giro anche per lei, per tutte le vittime del femminicidio, di questa orrenda guerra degli uomini alle donne. Che orrore! Stanno uccidendo l’amore…”.
Per questa sua marcia, Sandro ha ricevuto una piccola sponsorizzazione. Non ci ha pensato su un attimo e l’ha devoluta ad un centro che si occupa di violenza sulle donne.
“ Ho la mia pensione e mi basta. E il mio cuore e i miei sogni sono grande ricchezza”.
Buona strada, Sandro.

 

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