A RISCHIO LE CURE CONTRO AIDS E TUBERCOLOSI PER MILIONI DI POVERI NEL MONDO

In occasione della riunione del Consiglio di amministrazione del Fondo globale per la lotta all’AIDS, alla tubercolosi e alla malaria, chiediamo di apportare con urgenza modifiche a norme e pratiche previste per i Paesi in “transizione”, ovvero che si stanno progressivamente rendendo indipendenti dal sostegno del Fondo. In molti di questi Paesi infatti la transizione aumenta il rischio di esaurimento delle scorte di farmaci e pone allarmanti problemi di qualità degli stessi. Le persone che ricevono cure per la tubercolosi e l’HIV nei Paesi in fase di transizione, hanno sperimentato pericolose interruzioni del trattamento e hanno ricevuto farmaci di dubbia qualità. I Paesi si trovano inoltre a pagare prezzi molto più alti rispetto a quelli che dovrebbero.

In aggiunta, il Fondo Globale sta invitando anche Paesi a più basso reddito a pagare per i principali prodotti medicali – spesso in assenza di una valutazione rigorosa di cosa questo comporti in materia di appalti e capacità finanziarie, e in assenza di una solida pianificazione di mitigazione del rischio, necessaria per salvaguardare l’accesso delle persone ai trattamenti.

“L’attuale ritmo delle transizioni dei Paesi del Fondo Globale, accelerato dal sotto finanziamento dei donatori, sta creando una bomba a orologeria che mette a repentaglio la cura dell’HIV e della tubercolosi a causa di farmaci sconosciuti o semplicemente mancanti. Lasciare i Paesi sull’orlo di un baratro senza mitigare i rischi per le persone bisognose di cure, potrebbe mandare in fumo quasi due decenni di progressi contro due delle più letali malattie infettive al mondo”, denuncia la dottoressa Els Torreele, direttrice della Campagna per l’Accesso ai Farmaci

Negli ultimi 16 anni, l’acquisto centralizzato di prodotti per il trattamento dell’HIV e della TB da parte del Fondo Globale ha contribuito a garantire prezzi accessibili attraverso ordini consistenti che hanno attirato numerosi fornitori concorrenti. Fondamentalmente, il Fondo Globale ha anche contribuito a garantire l’accesso delle persone a trattamenti di qualità richiedendo che tutti i farmaci acquistati con il loro finanziamento fossero approvati dal Programma di pre-qualificazione dei farmaci dell’Organizzazione Mondiale della Sanità o da una severa autorità di regolamentazione dei farmaci.

Il Global Drug Facility (GDF), che aiuta i Paesi a rifornirsi di farmaci per la tubercolosi, ha documentato una serie di problemi relativi alle politiche del Fondo Globale.

Negli ultimi diciotto mesi, 15 paesi in Asia, Africa, Europa dell’Est e Asia centrale hanno sperimentato l’esaurimento delle scorte per la tubercolosi. Inoltre, 29 Paesi in queste regioni e in America Latina hanno acquistato farmaci per la tubercolosi di dubbia qualità e 21 Paesi hanno acquistato farmaci e test contro la tubercolosi a prezzi che superano di gran lunga quello più basso a livello globale, che dovrebbero invece pagare.

Medici Senza Frontiere  ha assistito a problemi analoghi nei Paesi in cui lavora, compresa la fine delle scorte di farmaci per la tubercolosi in Armenia a causa di società farmaceutiche che non registrano i loro prodotti nel Paese; la fine delle scorte di farmaci antiretrovirali pediatrici in India a causa della mancanza di fornitori di qualità garantita; una fornitura instabile di farmaci antiretrovirali in Guinea, a causa delle aspettative di cofinanziamento del Fondo Globale che eccedono la capacità dei sistemi nazionali.

“Temiamo ci saranno ulteriori interruzioni, nelle forniture di farmaci in futuro, che potrebbero portare a sospensioni del trattamento o al fallimento della terapia”, dichiara il dott. Greg Elder, coordinatore medico della Campagna per l’Accesso ai Farmaci di MSF. “Chiediamo al Fondo Globale di analizzare la complessità della situazione e trovare delle soluzioni a questi problemi, lavorando con i Paesi e altri attori, perché è in gioco la vita di tante persone. Il problema delle scorte di farmaci è un segnale allarmante del fatto che la transizione è gestita in modo troppo affrettato”.

Per evitare la mancanza di farmaci e i problemi di qualità, MSF ha chiesto al Consiglio di amministrazione del Fondo e al Segretariato di effettuare urgentemente delle valutazioni di rischio e di analisi sulla capacità effettiva dei Paesi di tener fede all’aumento del loro cofinanziamento per l’acquisto di farmaci nonché sullo stato dei Paesi attualmente in fase di transizione. A questi ultimi dovrebbe inoltre essere offerta maggiore flessibilità per continuare ad usufruire del GDF o di meccanismi di appalto congiunti per ottenere farmaci di qualità a prezzi accessibili.

Anche i Paesi in transizione con una crescente capacità economica hanno un ruolo fondamentale da svolgere nella gestione delle scorte mediche e sui problemi di qualità, attraverso l’adeguamento delle leggi per consentire l’accesso ai mercati globali e il rafforzamento degli standard nazionali di garanzia della qualità.

“In ultima analisi, i donatori del Fondo globale devono fornire finanziamenti adeguati in modo che i loro sforzi per combattere l’HIV e la tubercolosi non vengano vanificati, continuando a consentire l’uso di farmaci e test di qualità a prezzi accessibili per mantenere le persone vive e in salute”, conclude Torreele. “Centinaia di migliaia di persone stanno già sperimentando gli effetti delle attuali politiche e i programmi per l’HIV in molti altri Paesi affrontano rischi simili. A meno che non vengano intraprese azioni concrete per affrontarli, questi rischi si estenderanno a milioni di persone”.

 

MEDICI SENZA FRONTIERE

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