A SETTEMBRE PER TANTI BAMBINI NON RIAPRIRANNO LE SCUOLE

Negli ultimi 10 anni la percentuale di bambini e ragazzi tra i 6 e i 15 anni che non vanno a scuola è appena diminuita, racconta un rapporto dell’Unicef. L11,5% dei bambini in età scolare – pari a 123 milioni – non frequenta la scuola; nel 2007 erano il 12,8%, cioè 135 milioni. La gran parte di questi bambini vive nella parte povera del pianeta o in quella afflitta dal flagello della guerra.
I conflitti in Iraq e Siria hanno prodotto altri 3,4 milioni di bambini che non seguono la scuola, portando il numero di scolari e studenti fuori dalle scuole, in Medio Oriente e in Nord Africa, ai livelli del 2007, con circa 16 milioni di individui. A livello globale, il 75% dei bambini in età da scuola primaria e secondaria inferiore che non frequentano la scuola si trova in Africa sub sahariana e Asia del Sud, dove i livelli di povertà sono altissimi e rapidi gli incrementi della popolazione, con le conseguenti e ricorrenti emergenze.
A queste cifre spaventose vanno aggiunte quelle altrettanto terribili sulla qualità e l’accessibilità delle scuole primarie e secondarie inferiori. Andare a scuola per decine e decine di milioni di bambine e bambini è un’impresa, spesso pericolosissima. E una volta in classe strumenti didattici e qualità dell’insegnamento sono praticamente zero.

“Gli investimenti mirati a far crescere il numero di scuole e insegnanti – dice Jo Bourne, responsabile UNICEF per l’Istruzione – non sono sufficienti. L’approccio tradizionale al fenomeno non riporterà quei bambini a scuola e non li aiuterà a sviluppare le loro potenzialità, soprattutto se continueranno ad essere intrappolati nella povertà, nelle privazioni e nell’insicurezza”.

Il diritto negato all’istruzione. Sullo sfondo di questa condizione, che condanna milioni di ragazzini alla marginalità per tutta la loro esistenza, c’è evidentemente un cattivo uso delle già scarse risorse di cui si dispone. La mancanza di fondi per l’istruzione, in molti casi non considerata un’emergenza, come la fame, la salute o la sicurezza, sta colpendo duramente l’accesso alle scuole. In media, meno del 2,7% degli appelli umanitari a livello globale sono dedicati all’istruzione.

 

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