AQUARIUS: PER UN PUGNO DI VOTI E DI POTERE

“ Quando gli elefanti lottano, l’erba muore “, recita un antico proverbio africano.
Nel caso dell’Aquarius, la nave di soccorso bloccata in mezzo al Mediterraneo, con a bordo centinaia di profughi e immigrati, chi sia l’erba è chiarissimo. Gli elefanti, apparentemente, sarebbero da una parte l’Italia stanca di essere quella che da sola deve fare i conti con l’ondata migratoria, e dall’altra un’Europa che non si assume da tempo responsabilità chiare sul grande problema della sua frontiera Sud.
Il Ministro degli Interni, guarda caso nel giorno del voto comunale, decide di chiudere i porti italiani e chiede a Malta di aprire i suoi e prendersi la responsabilità del carico umano dell’Acquarius. “ Abbiamo già fatto troppo”, tuona Salvini.
Noi saremmo i buoni, oramai stanchi di esserlo, Malta l’emblema di un’Europa che per troppo tempo ci ha lasciati soli.
La verità è che si cerca ad ogni costo l’incidente in una strategia che è quella del respingimento totale.
I naufraghi raccolti dall’Acquarius lo sono stati in acque territoriali libiche e sotto il coordinamento delle autorità italiane. Spetta a noi accoglierli. Malta, poi, è una piccola realtà, un’isola e qualche scoglio intorno, in cui ogni arrivo modifica sensibilmente il rapporto tra abitanti e rifugiati. Ogni 3000 arrivi sono un 1% di popolazione in più.
Non è Malta, al di là di episodi a dir poco delittuosi, a non fare il proprio dovere, ma il resto dell’Europa. E qui Salvini tace o balbetta luoghi comuni. Come sempre.
La legge del mare affida a noi e a pochi altri essere i primi a intervenire in quanto sono nostri i porti più vicini ai naufragi. Quello che non funziona è che dopo le operazioni di primo soccorso, dovrebbe essere l’intera Europa a farsi carico di dove allocare le persone salvate. Ma non lo fa che in minima parte. A non volere le riallocazioni nei propri paesi sono, guarda caso, gli alleati europei di Salvini. Le Marine Le pen in Francia, gli Orban in Ungheria, le Szydło in Polonia & co.
Se l’Italia è sola sul problema immigrati, lo deve a loro, solo a loro. E su di loro Salvini non dice una parola.
E lo stesso meccanismo usato nel nostro paese. La sensazione dell’invasione, smentita dalle cifre reali, è cresciuta grazie a una pessima distribuzione sul territorio dei migranti che arrivavano da noi e a una non politica dell’accoglienza divenuta spesso affare. Questo è certo. Ma questa sensazione è anche e fortemente dovuta all’azione di respingimento della Lega delle allocazioni nel nord. Il carico dei migranti, in questo modo, è ricaduto in gran parte sul centro e sul sud Italia dove è cresciuta la percezione di insicurezza e disordine e dove la Lega, guarda caso, è avanzata e si è fatta forza nazionale. Lo spauracchio dell’invasione è il collante dell’avanzata delle destre in Europa, della loro fame di potere. Sulla pelle dei migranti. Sulla pelle degli italiani.

“Io capisco che gli italiani abbiano detto con Il libero voto di volersi liberare dall’ondata di migranti. Se il nuovo governo italiano vuole, l’Ungheria guidata da me che sono stato il precursore della fermezza in nome dell’Europa cristiana è pronta a fornire a Roma il suo aiuto e la sua esperienza. Non certo per ripartire i migranti tra vari paesi membri dell’Unione europea. No, siamo pronti ad aiutare gli amici italiani a espellere i migranti”, dichiara Orban, l’amico di Salvini che intanto gongola perché i migranti dell’Acquarius saranno accolti in Spagna.

Una vittoria di Pirro, puramente elettoralistica che non risolve alcun problema. Altri arriveranno e se non ci sarà finalmente politica, quella con la P maiuscola, non ci sarà soluzione. Solo demagogia e dolore.

 

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1 Response

  1. Flavio Bacchetta ha detto:

    Alcuni paesi dell’Est dovrebbero essere espulsi dall’Europa. L’Ungheria per le sue posizioni razziste e il rifiuto di fare la propria parte nell’accoglienza. La Romania per non fare abbastanza nel controllo alla fonte delle bande criminali che gestiscono e controllano la prostituzione in Italia. Ma il problema dell’emigrazione non può cmq ricadere solo su di noi. E la responsabilità tedesca in questo non intervento che indirettamente avalla lo status quo è pesantissima.
    PS. Malta e Grecia dovrebbero fare la loro parte comunque. Ovviamente con cifre adeguate alla loro portata reale e al ristretto numero dei suoi abitanti. Nel caso della Grecia assistendola con dei fondi europei o meglio con viveri e medicine per i rifugiati, che spesso i soldi vanno alle cosche come si è visto da noi.

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