Ad Haiti sono morti quindici orfanelli. Arsi vivi. La nostra vergogna..

Ad Haiti sono morti quindici bambini. Arsi vivi.

Erano poveri orfani rinchiusi in una struttura fatiscente situata nella periferia della capitale e priva da anni dei necessari permessi.

A scatenare l’incendio sembra siano state le candele usate per fare un po’ di luce. Mancava l’elettricità. Mancava tutto…

Manca tutto ad Haiti. Nonostante gli 11 miliardi di dollari donati dal mondo intero per ricostruirla dopo il terribile terremoto che l’aveva sprofondata ancor di più nella miseria. Spariti nel grande nulla, fatto di affari e corruzione, che soffoca questa povera isola e non solo. Nonostante le mille promesse, le passerelle dei vip e dei potenti. Nonostante le decine di migliaia di volontari e l’industria dell’umanitario arrivata in gran forza. Nonostante i Clinton, i Sarkozy o, forse, proprio per colpa loro.

Manca tutto ad Haiti. E’ rimasta solo la rabbia che invade inutilmente le sue strade. Inascoltata nella tragica solitudine cui è stata abbandonata la Perla dei Caraibi.

Quindici poveri bambini arsi vivi in un’isola che per prima, nel mondo, denunciò il crimine della schiavitù e oggi vede diffondersi l’orrore dei restavek, cioè della schiavitù di ragazzini e ragazzine costretti dalla miseria a far da servi e peggio ancora a chi qualche soldo lo ha.

Haiti è la vergogna dell’umanità così come è oggi. Ne mostra la vera faccia.

Un volto orribile, segnato dalle rughe oscene del cinismo e dell’indifferenza, dell’egoismo più bieco. Il volto dell’assassino.

silvestro montanaro

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