Ai nostri figli, se vogliamo davvero aiutarli, raccontiamo la verità.

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Noi vorremmo l’impossibile per i nostri figli.

Vorremmo colmare i vuoti. Proteggerli dal dolore o dalle possibili separazioni. Sapere che sono bravi e che ce la faranno.

Vorremmo farci scudo. Barriera contro le delusioni. Essere braccia. Riparo sicuro. Grotta.

Vorremmo esserci sempre. Curare le ferite. Tenergli strette le mani e dirgli: non ti succederà niente, penserò io a te. 

È bello pensarlo. Pensare di respingere, come fossimo draghi sputafuoco, tutto ciò che può farli soffrire. Eliminare ogni traccia di preoccupazione.

Ma non si può. Lo sappiamo che non si può. E, allora, ogni sforzo non deve tendere verso l’impossibile, anche se è bello pensarlo, ma nel rendere questa loro vita capace di essere affrontata.

Insegnare la capacità di reggere le separazioni, di superare le delusioni, affrontare i conflitti e ciò che l’esistenza porta con sé è l’eredità più grande che possiamo lasciare ai nostri figli.

Per questo non dobbiamo mentire.
Si supera ciò che è affrontabile. Solo quello. Il resto è caos dentro al cuore e sedimenta.

Supereranno il dolore e la sofferenza, i fallimenti, anche la tristezza se ci vedono capaci di viverli e di accettarli come parte dell’esperienza.

Non siamo sempre felici, è bene che lo sappiano, perché quando lo saranno davvero, saranno felici, sapranno accorgersene.

Penny

Cinzia Pennati, SOSDONNE

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