AIUTIAMOLI A CASA LORO: TRUMP DICHIARA GUERRA AL TESSILE AFRICANO

Donald Trump dichiara guerra all’abbigliamento made in Africa. Pesanti sanzioni colpiranno le importazioni americane di abbigliamento provenienti dal Ruanda falcidiando di un 3% il bilancio annuale del piccolo stato dell’Africa Orientale.
E’ la prima violenta risposta, nel segno ” Prima gli americani”, all’orientamento di sempre più paesi africani a voler costituire una propria industria dell’abbigliamento e a rifiutare l’importazione di abiti usati dall’Occidente.
L’Africa è divenuta di fatto pattumiera dell’usato occidentale. L’80% degli africani veste abiti usati provenienti da America e Europa.
“ La decisione di alcuni paesi africani di sospendere l’importazione di nostri abiti usati mette a rischio quarantamila posti di lavoro nel nostro paese. E crea anche problemi ambientali, visto che ogni americano si disfa annualmente di circa 30 chilogrammi di abiti usati che se non riciclati finirebbero nell’immondizia”, fanno sapere dal Dipartimento del commercio estero americano. “ E’ una scelta sciagurata che anche in Africa penalizzerà centinaia di migliaia di persone impegnate nel commercio del nostro usato”, si aggiunge minacciando di mettere in discussione gli accordi che esentano da dazi l’importazione di altri prodotti africani.
«È invece una grande opportunità di business – afferma la stilista ruandese Linda Mukangonga, fondatrice della casa di moda Haute Baso – in Ruanda è arrivato il momento di produrre i nostri vestiti e indossare gli abiti realizzati qui». Il Ruanda è oggi capofila di questa rivolta contro importazioni che costano ai paesi africani centinaia di milioni di dollari l’anno e bloccano ogni speranza di nascita di un settore tessile nel continente. I posti di lavoro che si perderanno saranno sostituiti da quelli nuovi e meglio remunerati delle aziende che potrebbero nascere e svilupparsi.
“ E poi è una questione di dignità e di giustizia. Non possiamo continuare a vendere il nostro cotone a pochi spiccioli e in cambio importare a caro prezzo i loro stracci”, denuncia un economista africano.
34 anni fa Thomas Sankara, il giovane e straordinario presidente africano fece della necessità di vestire all’africana con produzioni africane una delle battaglie di affrancamento del suo povero paese. Anche per questo lo uccisero.

 

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