Don Andrea Gallo con Alex Zanotelli ad una delle manifestazioni per il decennale del G8, il 21 luglio 2011 a Genova. Don Andrea Gallo, 84 anni, è morto. Lo ha reso noto a Genova il portavoce della Comunità di San Benedetto al Porto, Domenico Chionetti. Il "prete di strada" di Genova si é spento nel suo letto della Comunità da lui fondata assistito da tutta la "grande famiglia" di San benedetto al porto. A vegliarlo, tra gli atri, anche i nipoti Paolo e Vittorio. "Il suo cuore ha cessato di battere alle 17:45 - ha detto Chionetti -. Siamo tutti con il cuore gonfio di tristezza". ANSA/LUCA ZENNARO

Alex Zanotelli: Abbiamo l’obbligo di reagire

L’11 giugno il consiglio dei ministri ha approvato il Decreto/in /Sicurezza bis, proposto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Un decreto peggiore del primo con delle clausole che violano i principi fondamentali del diritto e dell’etica(Cosa prevede il decreto sicurezza bis). Sì, è soprattutto l’etica che è colpita a morte in questo decreto che bolla come reato soccorrere una persona in mare, salvare un naufrago! Per di più il Viminale potrà vietare ingresso e transito sosta di navi con migranti a bordo nei nostri porti. Il comandante che disobbedirà sarà passibile di una multa dai dieci ai cinquanta mila euro e il sequestro dell’imbarcazione.

Adesso stiamo con il fiato sospeso per vedere cosa succederà alla Sea-Watch che, dopo aver salvato quarantatre naufraghi, sta aspettando al largo di Lampedusa di attraccare in un porto italiano.Siamo all’assurdo! (leggi anche Verso il sovranismo giudiziario?)

È un dovere salvare un essere umano, un dovere che affonda le radici nella natura stessa dell’uomo che è in primo luogo un ospite, “uno straniero residente”, come amava dire il filosofo Jacques Derrida. Un dovere codificato nel diritto internazionale, ma anche nella tradizione ebraica: ”Il forestiero dimorante tra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi: tu lo amerai come te stesso” (Levitico 19,34). E cristiana: ”Ero straniero e mi avete accolto” (Matteo 25,35).

Trovo incredibile che il presidente della Repubblica abbia subito firmato un tale obbrobrio! Anche perché questo Decreto contiene una norma ‘ad personam’ cioè toglie il potere al procuratore di Agrigento (Luigi Paronaggio) di intervenire sulle navi salva vita e lo concede invece al procuratore di Catania (Carmelo Zuccaro), quello che non aveva visto alcun reato nel comportamento di Salvini per la “Diciotti”. È un abuso incredibile del potere politico. Ma questo decreto non è solo di Salvini e della Lega, ora è anche di Di Maio e dei Cinque Stelle, altrettanto responsabili per questa deriva razzista. Ma i Cinque stelle sono tutti concordi con Di Maio? Se qualcuno non lo è, perché non alza la voce? Il Decreto passerà ora al Parlamento.

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Per questo mi appello a tutti i parlamentari, in particolare ai Cinque Stelle, perché lo boccino. Come mai la Lega e i Cinque stelle rispettano solo alcuni punti del ‘contratto’, approvando addirittura un secondo decreto Sicurezza? Ma nel ‘contratto di governo’, firmato da ambedue i partiti, la ripubblicizzazione dell’acqua è ancora al primo punto del contratto. E per i Cinque stelle è la loro prima stella!

Se il governo giallo-verde si definisce ‘sovranista’, allora obbedisca a quello che il popolo sovrano ha deciso con  26 milioni di voti al Referendum del 2011: l’acqua deve uscire fuori dal mercato e non si può fare profitto sull’acqua! E intanto con l’articolo 24 del decreto crescita si consegna l’acqua del Mezzogiorno ai privati. Che tradimento! Eppure la Legge sulla gestione pubblica dell’acqua è ancora bloccata in Commissione e non si riesce a portarla in Parlamento.

Mi appello al popolo sano di questo paese (e ce n’è tanto!) perché reagisca a questo sfascio umano e morale a cui questa politica ci sta portando. Dobbiamo mettere da parte le nostre differenze e unirci, credenti e laici, per salvare la nostra democrazia, ma soprattutto la nostra comune umanità.

Infine mi appello ai vescovi perché proclamino con chiarezza che il Vangelo di Gesù cozza con quello di Salvini. Davanti a questa discesa nel baratro del rifiuto dell’altro, chiedo ai vescovi di lanciare una campagna ecclesiale di preghiera e di digiuno. È da un anno che un gruppo di preti, suore, missionari/e, incoraggiati dal vescovo emerito di Caserta, monsignor Raffaele Nogaro, ogni primo mercoledì del mese, digiunano davanti al parlamento. Mai come in questo momento la preghiera e il digiuno diventano strumenti potenti per scacciare il dèmone del razzismo. In questo momento storico come cristiani abbiamo l’obbligo morale di esporci pubblicamente per permettere la nascita di un’umanità al plurale.

 

Alex Zanotelli per Comune-Info

 

Segnalazioni, a cura di Sergio Falcone

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