Alle mie sorelle stuprate ogni giorno

…..e penso a Maria che ringrazia Dio per ogni uomo che la stupra.

19 anni e due figli, madre sola, tre tetto un po ‘ di lamiera rovente nei budelli maleodoranti di una delle tante favelas brasiliane. ” Non piangere, amore mio, ti prego. La mamma torna presto e resta sempre con te….”.

Tutte le sere un filo di rossetto da quattro soldi e via di corsa, mentre i piccoli piangono disperati, verso il lungomare sfavillante degli alberghi a 5 stelle  e dei turisti.

” Mi metto in un angolo. Aspetto…e prego. Si, prego che uno di voi si accorga di me, del mio corpo….e voglia usarlo. Una notte di orrore. Di insulti e umiliazioni. Un corpo estraneo che ti devasta, ti sporca l’anima dei suoi umori e delle sue smanie di potere. Sarà pane per i miei figli…”

…e penso a Mae che in punto di morte perdonò il suo assassino.

Volò via a soli 20 strappata alla vita da un orribile male e da chi glielo aveva passato. La sola volta che aveva creduto a un uomo. L’unica volta che aveva pensato che la vita finalmente le avesse portato in regalo una briciola d’amore.

Venduta a dodici anni e destinata ai bordelli thailandesi, violata e ricucita più volte, perché una vergine è merce che si vende a buon prezzo, ridotta a buchi da riempire di disprezzo e furore da parte di uomini che poi, tornati a casa, si sarebbero fatti chiamare papà dalle loro figlie, bambine come lei.

Uno di loro si mostrò gentile, le parlò d’amore, le chiese di usare il suo corpo senza paura e niente che lo dividesse dal suo, neanche un po’ di lurida gomma. Mille promesse, sparì il giorno dopo e di sé lasciò quel seme maledetto e velenoso che pian piano la uccise. Mae lo perdonò, ebbe pena per lui e per la sua anima di untore. ” Chissà quanto dolore si portava in cuore per disprezzare così tanto la vita e l’amore…”.

…e penso ad Alessandra che voleva solo essere una bambina.

Trafficata dalla sua Romania verso un marciapiede italiano a 13 piccolissimi anni. Per scuola, lo stupro di gruppo dei suoi aguzzini per renderla docile e buona per i clienti. Poi dieci stupri a notte, altrimenti giù botte. Dieci clienti fanno 500 euro e un piatto di pasta. Meno, pancia vuota e sigarette spente sul tuo corpo…

” A tutti…davvero a tutti quelli che venivano con me, provavo a raccontare che ero solo una bambina. E si vedeva, era impossibile non vederlo. Non importò a nessuno. ‘ Non rompere i coglioni. Ho pagato. Datti da fare…’.  Ero una bambola di carne umana. E gli uomini le bambole le fanno a pezzi….”.

Di Maia, Mae e Alessandra ne esistono milioni e milioni in giro per il mondo e a due passi da casa nostra. Figlie della miseria, bottino di guerra dei predatori del terzo millennio, delle loro guerre che producono altra miseria.

La violenza degli uomini le ha marchiate e offese chiamandole prostitute e peggio ancora. Carne fresca per i loro orridi mercati e quello che osano definire desideri.

E invece…solo donne, spesso solo bambine. Mille e mille volti, nomi, storie, sogni, spezzati per sempre. Le mie povere sorelle, l’altra metà del cielo sempre più povera di stelle.

 

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1 Response

  1. maurizio ha detto:

    Con Bolsonaro al governo la situazione deille favelas e dei poveri brasiliani in generale non potrà che peggiorare: il Brasile più schifoso!

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