Allucinante. In Germania, per decenni, tanti minori in difficoltà sono stati affidati ai pedofili….

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«Crimini difficili da immaginare» li ha definiti la senatrice del consiglio di Berlino che si sta occupando del caso. E in effetti è inimmaginabile e incredibile come si possa essere arrivati a tanto, ancor meno che gli abusi siano andati avanti per decenni con il beneplacito delle istituzioni: dal 1969 al 2003 numerosi adolescenti senzatetto (quanti esattamente non è noto) sono stati affidati a pedofili già condannati, nella convinzione che fossero «perfetti genitori affidatari». Era questa la teoria del sessuologo e professore universitario Helmut Kentler, convinto che «il contatto sessuale tra bambini e adulti non sia dannoso» e sostenitore di una «emancipazione dell’educazione sessuale» che si basava sulla premessa che i bambini sono esseri sessuali che hanno il diritto di esprimere la loro sessualità (come se dover sottostare agli abusi di un adulto da cui dipendevano potesse mai essere un’espressione dei loro liberi desideri). 

Le perizie e l’inchiesta

L’amministrazione del Senato di Berlino per l’istruzione, la gioventù e la famiglia si è occupata della questione solo nel 2016: ha commissionato una perizia sul caso all’Istituto per la ricerca sulla democrazia di Gottinga, poi ha incaricato un gruppo di ricerca dell’Università di Hildesheim di ricostruire gli abusi. I ricercatori, dopo aver analizzato i documenti e intervistato alcune delle vittime, questa settimana hanno pubblicato un rapporto che mette sotto accusa l’autorità pubblica per gli abusi subiti di bambini durante l’«esperimento Kentler». L’inchiesta dell’Università di Hildesheim ha fatto emergere l’esistenza di una «rete che attraversava le istituzioni educative scientifiche, soprattutto negli anni ‘60 e ‘70, e l’amministrazione del Senato (l’Ufficio statale per l’assistenza ai giovani) fino ai singoli uffici distrettuali per l’assistenza ai giovani di Berlino, in cui le posizioni pedofile erano accettate, sostenute e difese». 

La rete di pedofili

Kentler «era rispettato ovunque», ma ha «incoraggiato e anche sostenuto gli abusi sessuali e il maltrattamento dei bambini» ha detto la senatrice di Berlino responsabile per l’istruzione, Sandra Scheeres (della Spd), che si è scusata con le vittime a nome del Land («Le autorità hanno fallito» ha affermato) e ha promesso un adeguato risarcimento danni, anche se non sarà possibile perseguire i reati per legge perché sono prescritti, riferisce il quotidiano Berliner Zeitung. «Oggi è chiaro che Kentler era nientemeno che un procacciatore di bambini per i pedofili. Ma per molto tempo è stato a lungo considerato un visionario e uno dei più importanti sessuologi tedeschi» spiega Deutsche Welle. «I suoi libri sull’educazione vendevano bene, ed era un esperto popolare e un commentatore alla radio e alla TV». Morto nel 2008 senza mai essere processato per le sue azioni, è stato capo del dipartimento del Centro pedagogico di Berlino negli anni ‘60 e ‘70 e successivamente professore di pedagogia sociale all’Università tecnica di Hannover. Ha usato, insieme a una rete di suoi complici, la sua «influenza per collocare i bambini con pedofili nelle case famiglia, negli istituti di assistenza ai giovani o nei collegi della Germania occidentale». Secondo la sua logica criminale, «gli adolescenti problematici affidati ai pedofili si sarebbero integrati nella società più facilmente, perché solo i padri adottivi pedofili potevano sopportare e amare questi bambini e adolescenti “privi di senno”» spiega la Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz). Alcuni pedofili da lui individuati, anche con precedenti per crimini sessuali, come genitori affidatari hanno continuato a prendere in carico bambini fino all’inizio degli anni 2000. Uno di questi era Fritz H. al quale dal 1973 al 2003 sono stati affidati dieci ragazzi. Tra questi Marco e Sven, che hanno denunciato gli abusi pubblicamente: «Ci hanno rovinato la vita» ha detto Marco, oggi quarantenne a Deutsche Welle. «È una cosa», ha aggiunto Sven, «che non si supera mai davvero».

Elena Tebano per IL CORRIERE DELLA SERA

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