ANCHE NOI SIAMO STATI I DANNATI DELLA TERRA

Ieri si ricordavano i nostri migranti morti nella tragedia in miniera di Marcinelle. Povera gente, gli allora dannati della Terra.
Alcuni, giustamente, come il ministro Moavero, hanno speso parole di sana saggezza.
“Siamo stati una nazione di emigranti . Siamo andati stranieri nel mondo cercando lavoro e bisogna ricordarlo quando vediamo arrivare in Europa i migranti della nostra travagliata epoca”. Un normale invito a considerare la ciclica durezza della vita, noi compresi, e la necessità di restare umani.
Apriti cielo. Lega e Fratelli d’Italia hanno considerato un insulto il paragonare i nostri migranti a quelli attuali.
“Moavero manca di rispetto agli italiani. Paragonare gli italiani che sono emigrati nel mondo, a cui nessuno regalava niente né pagava pranzi e cene in albergo, ai clandestini che arrivano oggi in Italia è poco rispettoso della verità, della storia e del buon senso”.
“ Il ministro degli Esteri eviti paragoni impropri e offensivi”.
Mai vista tanta bassezza morale e, soprattutto, tanta demagogica ignoranza.
La tragedia pugliese è già dimenticata, gli immigrati in Italia fanno la pacchia. Come, dove, quando?
Sotto il sole ardente delle nostre campagne? Sui marciapiedi del nostro paese rese schiave sessuali dal patto tra mafie? Nei cantieri edili del lavoro nero? In centri d’accoglienza che, in tanta parte, sono divenuti lerci pollai che hanno arricchito un bel po’ di nostri profittatori e umiliato i richiedenti asilo?
E quale sarebbe la differenza con i nostri che a decine di milioni sono andati in giro per il mondo?
Anche ai nostri toccò la triste sorte di essere vissuti come invasori e ladri. Ci chiamarono sporchi negri per il colore scuro della pelle dei nostri meridionali. Fummo terroni e mafiosi in tutto il mondo. L’operato criminale di alcuni dei nostri ci marchiò a vita. Ci perseguitarono, ci sfruttarono, ci uccisero e intanto avevamo solo fame, di pane e di futuro.
Chi dirige un paese, soprattutto un paese come il nostro, dovrebbe avere ben altro senso di equilibrio e responsabilità. Un conto è la necessità di governare i flussi migratori, altro è la caccia alle streghe per un po’ di voti e lo scatenare guerre tra poveri.

Governate, invece di far chiacchiere. Affrontate e risolvete i problemi se ne siete capaci, ma smettetela di raccontar fandonie e seminare odio e xenofobia come state facendo, ad esempio, in quel di Trieste.

In quella città la giunta leghista a dichiarato guerra a Barcolana, la regata con il maggior numero di iscritti al mondo, un evento internazionale che quest’anno compie il mezzo secolo. La ragione? Il manifesto della manifestazione ideato da Marina Abramovich, già vincitrice di una Biennale di Venezia. Il poster vede spiccare una scritta. “ Siamo tutti sulla stessa barca”. Orrore, secondo i leghisti è un attacco al governo e alle sue politiche sull’immigrazione.
“ Abbiamo semplicemente sottolineato l’importanza, per la gente di mare, di battersi per la salvezza del pianeta minacciato dal disastro ambientale. La società contemporanea ci obbliga a fare squadra su questi problemi, a sentirci tutti sulla stessa barca”, spiegano gli organizzatori dell’evento cui si minaccia dal taglio di ogni fondo al rifiuto dei permessi per l’occupazione di suolo pubblico. Una vergogna!

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