ANGOLA: LA RIVINCITA DI RAFAEL, VOCE DI LIBERTA’

Il presidente Dos Santos lo aveva definito pubblicamente “nemico numero 1 dell’Angola.
Eh sì, Rafael Marques, con le sue inchieste e il suo amore per la verità, era una spina nel fianco del clan mafioso che per un trentennio ha sbranato l’Angola. Tutto, ogni cosa che avesse valore, era controllato dalla famiglia Dos Santos e dai loro amici. Un paese ricco di diamanti, petrolio, oro, uranio e ogni altro ben di Dio soffriva la povertà e la miseria mentre loro si arricchivano a più non posso. Global Witness stimò, anni fa, che il furto perpretato ai danni degli angolani superava di gran lunga i 5 miliardi di dollari l’anno. Isabel Dos Santos, figliola prediletta del tiranno, era divenuta la donna più potente e più ricca d’Africa. Tanto potente e ricca da controllare settori interi dell’economia portoghese, cioè dell’antico paese colonizzatore dell’Angola.
Rafael queste cose le ha raccontate, inascoltato dalla comunità internazionale interessata più agli affari che non alle sorti di una intera popolazione. Per questo la sua vita è stata quotidianamente in pericolo e ha conosciuto la prigione.
Ora gli è stato assegnato il World Press Freedom Hero, prestigioso riconoscimento che va solo ai giornalisti che hanno dato un contributo significativo alla promozione della libertà di stampa a fronte di un grande rischio personale.
«Sono onorato – ha detto Marques -perché questo premio arriva in un momento in cui sono sotto processo per aver scritto della corruzione ad alto livello. Paradossalmente sono in giudizio proprio mentre il nuovo presidente Lourenço, succeduto a Dos Santos, sostiene di voler combattere il malaffare a tutti i livelli».

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