Image of businesspeople hanging on strings like marionettes. Conceptual photography

Appello per un patto mondiale contro i manipolatori dell’informazione

“Nello spirito della Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata a Parigi settanta anni fa, noi, vincitori del premio Nobel e del premio Sakharov, specialisti delle nuove tecnologie, ex dirigenti di organizzazioni internazionali, giuristi e giornalisti, chiediamo agli Stati democratici di avviare un processo politico affinché un Patto sull’informazione e la democrazia sia sottoscritto entro la fine del prossimo anno. La nostra Commissione internazionale, composta da 25 personalità di 18 paesi e creata su iniziativa di Reporters sans frontières (RSF), ha redatto una Dichiarazione che servirà a stabilire, in questo momento storico cruciale, delle garanzie democratiche per l’informazione e la libertà di opinione.

“Invitiamo i dirigenti di buona volontà di tutti i continenti a mobilitarsi in favore dei modelli democratici e di un dibattito pubblico trasparente attraverso il quale i cittadini siano finalmente in grado di prendere le loro decisioni sulla base di fatti precisi e concreti. Lo spazio globale della comunicazione e dell’informazione, un bene comune dell’umanità, deve essere protetto in quanto tale, per incoraggiare l’esercizio della libertà di espressione e di opinione nel pieno rispetto dei principi di pluralismo, indipendenza, dignità e tolleranza, e dell’ideale della razionalità e della conoscenza. Chiediamo pertanto che un impegno chiaro venga espresso in questo senso fin dall’11 novembre, in occasione del Forum sulla pace, che vedrà riunite a Parigi decine di leader politici.

“Il controllo politico sulla stampa e i media, l’asservimento dell’informazione agli interessi dei singoli, la disinformazione massiccia on-line, la precarizzazione economica del giornalismo di qualità, le violenze perpetrate contro i giornalisti, e la moltiplicazione di attori che sfuggono al controllo democratico, rappresentano un pericolo per le libertà, la coesione civile e la pace. Il «diritto all’informazione», intesa come informazione attendibile, è fondamentale per lo sviluppo degli esseri umani sul piano biologico, psicologico, sociale, politico ed economico. Ora, l’informazione può essere attendibile solo se questa viene raccolta, trattata e diffusa in piena libertà, grazie ad uno slancio ideale in nome della ricerca della verità, nel rispetto di una molteplicità di punti di vista e con l’ausilio di un metodo razionale per l’accertamento accurato dei fatti.

“La Dichiarazione sull’informazione e la democrazia afferma che le entità che costituiscono lo spazio della comunicazione e dell’informazione, ovvero coloro che creano i mezzi tecnici, le strutture normative e di scelta, come le piattaforme on-line, devono rispettare dei principi fondamentali. Queste stesse entità sono chiamate a rispettare le regole della libertà di espressione e di opinione e le loro attività devono sempre rispecchiare una piena neutralità politica, ideologica e religiosa. Spetta a loro garantire il pluralismo e stabilire i meccanismi di promozione di un’informazione attendibile, trasparente, figlia di una vera indipendenza editoriale. Spetta a loro mettere in atto un’onesta e responsabile verifica dei fatti, in piena conformità all’etica giornalistica. Queste entità, dotate di una «missione strutturante» dello spazio dell’informazione, devono essere credibili per tutti coloro su cui esercitano, ogni giorno, un’influenza, devono resistere a qualsiasi forma di manipolazione e restare aperte ad eventuali controlli esterni.

“In questo spazio della comunicazione e dell’informazione, la funzione sociale del giornalista è rappresentare un “soggetto di fiducia” per la società, permettendo così ad ognuno di noi di esercitare pienamente il proprio ruolo sociale. I giornalisti sono chiamati a raccontare la realtà nel modo più ampio, approfondito e pertinente possibile, descrivendo gli eventi, le situazioni complesse e le evoluzioni, narrando con equilibrio ed equidistanza il meglio e il peggio dell’umanità, ed offrendo una chiara distinzione tra ciò che è importante e ciò che è triviale. La libertà e la sicurezza dei giornalisti, l’indipendenza dell’informazione, il rispetto della deontologia sono condizioni essenziali dell’esercizio del giornalismo, indipendentemente dallo status di chi lo pratica.

“Per attuare la Dichiarazione sull’informazione e la democrazia, un gruppo internazionale di esperti dovrebbe essere creato ad immagine di quello che rappresenta il GIEC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). Il suo operato potrà permettere di garantire il senso di responsabilità e la necessità di trasparenza di tutti coloro che contribuiscono a strutturare lo spazio della comunicazione e dell’informazione, per rispondere al meglio alle sfide attuali, per anticipare il nostro destino comune e dare forma ad uno sviluppo sostenibile che prenda in considerazione i diritti e gli interessi delle generazioni future.

Appello di Shirin Ebadi, Christophe Deloire, Abdou Diouf, Ann-Marie Lipinski, Navi Pillay, Maria Ressa, Amartya Sen, Joseph Stiglitz, Mario Vargas Llosa e degli altri membri della Commissione sull’Informazione e la Democrazia

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