Assassinati altri due difensori dell’Amazzonia e dell’ambiente.

Ne hanno ammazzati altri due.

La strage dei difensori dell’ambiente sembra non aver mai fine in Amazzonia.

Pereira dos Santos è stato ucciso come un cane di fronte alla sua famiglia. Lavorava da dodici anni per la Fondazione nazionale dell’indigeno (Funai), l’ente nazionale brasiliano per la protezione dei popoli della foresta.

Negli ultimi tempi, era in servizio nella base Ituí-Itacoaí, una postazione creata a bordo di un’imbarcazione, a una quarantina di chilometri da Atalaia do Norte, porta d’entrata nella Vale do Javarí, uno dei punti più impenetrabili della selva e, per questo, casa di 17 etnie native in isolamento volontario. La maggior concentrazione di indigeni del mondo.

Una zona ricca di materie prime nel mirino di potenti interessi minerari e dei trafficanti di legname. Gente pronta a tutto, anche ad uccidere. Le avvisaglie che si potesse arrivare a tanto non erano mancate.

Per questo, Pereira e la base di Itaí-Itacoaí erano stati più volte vittime di minacce e aggressioni. L’ultima risale al 19 luglio quando sconosciuti avevano sparato sulla postazione. Nessuno ha protetto Pereira e colpito gli attentatori.

Diana Isabel Hernández Juárez, insegnante e coordinatrice della pastorale del Creato della parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe, in Guatemala, è stata uccisa mentre partecipava ad una processione. Un omicidio simbolico e pubblico perché tutti capiscano che è inutile e pericoloso provare a sbarrare la strada a chi fa scempio del territorio.

Diana era un’attivista che promuoveva la custodia e la protezione dell’ambiente e dei beni naturali e a questa causa ha dedicato gran parte della sua vita con un entusiasmo che la sua gente ricorderà per sempre.

Pereira e Diana credevano che il mondo e la natura sono bene comune da proteggere ad ogni costo. Che la vita delle donne e degli uomini, specialmente i più deboli, sia la più preziosa delle risorse di Madre Terra.

Sono oramai centinaia quelli come loro cui è stata strappata la vita. Si battevano per tutti noi.

Sono stati lasciati soli e per questo sono stati assassinati.

Non lasciamo più solo chi difende il futuro di tutti noi !

 

silvestro montanaro

 

 

 

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4 Responses

  1. Marcello ha detto:

    A quando i diritti universali di Madre Terra!
    Che tristezza!

  2. rossella ha detto:

    “Pereira dos Santos è stato ucciso come un cane “…siamo nel 2019 e chi parla di difesa dell’ambiente usa ancora espressioni di questo genere, come se ammazzare un cane fosse una cosa giusta o per lo meno normale. Ma chi scrive questi articoli che coerenza ha?? Che vergogna…..

    • Raiawadunia Raiawadunia ha detto:

      Davvero non so dove abbia letto che per noi “ucciso come un cane” sia cosa giusta. E’ solo un’espressione usatissima in letteratura per descrivere omicidi particolarmente crudeli. Uccidere un cane, infatti, è azione meschina al massimo livello. Attenzione per piacere ai giudizi sommari. Il mondo ne è già inutilmente e spaventosamente pieno

  3. Kuma ha detto:

    L’egoismo purtroppo è da sempre il vero cancro della società. Il vile denaro ha sterminato miliardi di persone da millenni ad oggi . Il giorno in cui tutto ciò finirà , sarà quando la terra sparirà del tutto…. Al diavolo i soldi e chi li osanna….

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