Strage di stato

“Verranno portati in salvo nel porto di Misurata”, ha fatto sapere ieri sera Palazzo Chigi. I cento migranti in balia del mare, tra loro donne e bambini, sono stati “salvati” da un mercantile fatto intervenire dalla guardia costiera libica.
Un giorno intero di richieste di soccorso inascoltate con il rischio che quei cento disperati facessero l’orrenda fine toccata ai 170 annegati qualche ora prima.
Il cinismo dei governi italiani e europei ha affidato la gestione della tragedia del popolo migrante alla Libia. Un paese che non c’è, diviso tra bande rivali e assassine che si scontrano tra loro anche per spartirsi il soldo di questo nuovo business voluto da Italia e Europa. Versiamo tanti soldi, tantissimi soldi, al governicchio libico e a chissà quali altre entità. Molti di più dei 400 milioni che dovrebbero pagare gli interventi di salvataggio della guardia costiera libica i cui telefoni, ieri, ancora una volta, squillavano a vuoto e che tante inchieste vedono protagonista del traffico di esseri umani. Quei soldi, soldi di tutti noi, servono a finanziare le Auschwitz del terzo millennio, l’orrore fatto di stupri e torture cui, volutamente, sono stati condannati quanti fuggono da guerre e miseria. I lager che hanno fatto dire ai tre soli superstiti dell’ultimo naufragio “meglio morti, che tornare in Libia”.
Palazzo Chigi ha annunciato con soddisfazione il salvataggio. Per loro tutto è a posto, ma sanno bene di mentire. I cento “salvati” sono piuttosto dei condannati all’orrore senza fine. Misurata è la città di una delle bande più sanguinarie che infestano la Libia. Ho visto con i miei occhi chi siano. Dopo la cacciata di Gheddafi hanno raso al suolo le secolari città nere del paese. Hanno deportato nel deserto quelle popolazioni rendendole vittime della peggiore delle morti. Ho visitato le loro prigioni dove hanno sterminato tra torture indicibili ogni oppositore o chiunque non potesse far fronte alle loro richieste estorsive e mafiose. Due esseri umani, ridotti a scheletri, mi chiesero di pregare questi assassini di ucciderli al più presto. Almeno avrebbero smesso di soffrire. Ho visitato i nascenti lager dove tanta gente di colore era rinchiusa. Uomini e donne che prima lavoravano in un paese che aveva bisogno di 2 milioni e mezzo di africani per tenere in piedi la propria economia e ora dava loro la caccia. Le bande entravano in questi centri di detenzione ad ogni ora del giorno e della notte. Rubavano, stupravano. Uccidevano.
I nostri soldi tengono in piedi la menzogna di una soluzione che è solo morte e terrore, cementano una politica assassina verso quanti abbiamo reso ultimi della Terra con le nostre intatte politiche predatorie del continente più ricco del mondo. Incrementano le fortune elettorali di capitani di ventura senza scrupolo alcuno che hanno convinto gli ultimi di casa nostra che il loro vero nemico non siano decenni di corruzione e mala politica, di mafie protette e imprenditori e finanzieri voraci ad aver reso la loro vita invivibile, ma piuttosto altri disperati come loro. E chi tenta di salvare le vite e la dignità di entrambi bollato di ogni fango. Chi salvava vite è stato definito taxi del mare e trafficante, mentre si arricchivano con i nostri soldi i veri trafficanti e un nugolo di predoni assassini. Un’infamia spaventosa !
«I signori dell’indifferenza e del cinismo d’Italia e d’Europa hanno congiurato, con trafficanti e capi banda libici, a lasciar morire alle porte di casa nostra uomini, donne e bambini che corrono l’estremo rischio per non subire ancora un’estrema sofferenza. E hanno avvolto le loro scelte – sottolinea il direttore del giornale dei vescovi – di mistificanti parole d’odio per i “buonisti” umanitari che sulle cosiddette “barche delle Ong” si battono per evitare ogni morte.
Siamo di nuovo assediati da stragi di vita e di verità, che la cronaca registra e la storia giudicherà», scrive il quotidiano dei vescovi italiani.
Sì, la storia vi giudicherà. E la storia siamo noi !

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1 Response

  1. Curcio Ciro ha detto:

    #restiamoumaniaqualunquecosto

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