Bolsonaro tenta di derubare Cuba e i poveri del Brasile

Cuba ha deciso di ritirare dal Brasile i suoi 11.400 medici impegnati nel programma” Più medici, più salute” voluto dagli ex presidenti carioca Lula e Dilma.Un programma che assicurava a milioni di brasiliani poveri, per la prima volta, un’assistenza sanitaria di base di grande qualità.
” Il nuovo presidente brasiliano vuole violare gli accordi a suo tempo presi dai suoi predecessori e intende umiliarci”, dichiara l’Havana. Ma al di là delle dichiarazioni formali, nell’isola regina dei Caraibi si parla apertamente di tentato furto.
Bolsonaro, l’esponente dell’ultradestra da poco eletto presidente del Brasile grazie al supporto della grande finanza del suo paese e della potentissima macchina di manipolazione dell’opinione pubblica messa in piedi dalle destre americane che supportano l’amministrazione Trump, non ha mai nascosto la sua antipatia per i cubani e i governi di sinistra sudamericani. La sua politica estera ricalcherà quella di Trump tanto è vero che ha già assicurato che, seguendo il suo esempio, sposterà la sua ambasciata in Israele a Gerusalemme ritenuta capitale solo di quel paese.
Va detto poi che il programma sanitario voluto da Lula per i poveri brasiliani è da sempre stato osteggiato dalla finanza brasiliana che ha nelle sue mani l’intero business sanitario. In Brasile gli ospedali pubblici sono alla rovina, privi di mezzi e competenze. Se ci si vuol curare bisogna rivolgersi alla sanità privata attraverso un costoso sistema di assicurazioni private il cui costo sale vertiginosamente quanto più alto è il bisogno di assistenza. Un anziano, per curarsi, deve pagare una retta mensile che supera di gran lunga il salario minimo mensile.
” Cuba tratta da schiavi i suoi medici. Gli ruba il salario. Quando sarò presidente, metterò fine a questa violazione dei diritti umani”.
L’accordo tra Brasile e Cuba prevedeva, infatti, il versamento a Cuba di quasi 400 milioni di dollari in cambio delle prestazioni dei dottori cubani. Cuba versava una parte di questi soldi ai suoi medici e tratteneva l’altra nelle casse statali.
La proposta di Bolsonaro è quella che da ora in poi sia il Brasile a pagare direttamente i medici cubani versando loro l’intero salario. E il presidente brasiliano invita questi medici a farsi raggiungere dalle loro famiglie e stabilirsi permanentemente in Brasile. In pratica un colpo durissimo alle già povere finanze cubane e il tentativo di rubare a Cuba una delle sue poche risorse, il capitale umano.
A differenza del Brasile, a Cuba, nonostante il decennale e odioso embargo, scuola e sanità sono un’eccellenza. Le scuole cubane sfornano i migliori medici dell’area che da sempre sono protagonisti di grandi operazioni di solidarietà internazionale e importanti scoperte scientifiche. Sono stati i medici cubani, organizzati in brigate, i grandi protagonisti dell’assistenza alla popolazione haitiana massacrata dal terribile terremoto del 2011 e poi da una spaventosa epidemia di colera. Non c’è paese povero al mondo che nei momenti più difficili non abbia visto il sostegno gratuito della medicina cubana. Essere medici è una missione per i cubani. E’ essere al servizio dei più deboli come prevede il giuramento di Ippocrate.

Bolsonaro attacca frontalmente questa straordinaria realtà e tenta di comprarla con il ricatto della ricchezza individuale. ” Pensate a voi stessi. Un medico nel nostro mondo libero è un uomo ricco”.
Prima di lui altri hanno provato a fare la stessa cosa, ad operare lo stesso furto di intelligenza e umanità. Con scarsissimi risultati. L’anima solidaristica dei cubani non è in vendita.
A pagare il prezzo di questo tentato furto, purtroppo, saranno i poveri del Brasile che perderanno l’unico presidio sanitario che avevano. Ma questo per Bolsonaro e i suoi amici della grande finanza conta meno di niente. Paghino e si arrangino…

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4 Responses

  1. Rosy Lane ha detto:

    ma da dove prendi le informazioni? ?? Il tuo testo è falso e pieno di contraddizioni. Non è niente vero. Che vergogna mentire così .

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