BRASILE: accoltellato Bolsonaro,il candidato dell’ultradestra che vorrebbe fucilare tutti quelli di sinistra

Ieri, quello che sembra un folle “ inviato da Dio”, ha accoltellato in Brasile, durante un comizio, il candidato di ultradestra Jair Bolsonaro ferendolo gravemente. Bolsonaro è quello che pochi giorni fa, mimando una mitragliatrice, aveva affermato che tutti quelli di sinistra andrebbero fucilati.
La campagna elettorale presidenziale nel gigante dell’America Latina si fa rovente e quanto accaduto potrebbe dare ulteriori chanches proprio a questo personaggio secondo, stando ai sondaggi, solo all’ex presidente Lula la cui candidatura è stata però bocciata dal Tribunale Elettorale carioca.
Ma chi è Jair Bolsonaro?
«I gay sono il prodotto del consumo di droga. E’ impossibile amarli, è troppo sopportarli», «L’errore della dittatura nel nostro paese fu di torturare e di non uccidere abbastanza», «Il poliziotto che non ammazza non è un poliziotto», «Le donne devono guadagnare di meno perché restano incinte», “ I miei figli non uscirebbero mai con una negra. Sono stati ben educati”, “Quale padre vuole tornare a casa sua e vedere suo figlio giocare con le bambole a causa dell’influenza negativa della scuola? Solo i genitori hanno diritto a parlare di sesso con i propri figli “. Questo in sintesi il vangelo di Bolsonaro.
Un oscuro personaggio capace di assalire una ministra con la frase “non meriti neanche che ti stupri”, come ha fatto con Maria do Rosario, che presiedeva il Ministero dei diritti umani. O che può dedicare il suo voto, a favore dell’impeachment della presidente Dilma Rousseff , al comandante Ustra, noto nella dittatura brasiliana per aver usato tecniche di tortura come introdurre ratti nelle vagine delle guerrigliere. La Roussef era una delle sue centinaia di vittime. Tempo fa, Bolsonaro ha appeso un cartello alla porta del suo ufficio in cui, alludendo alle richieste dei parenti delle vittime della dittatura, di sapere dove si trovano i corpi dei loro congiunti scomparsi, c’era scritto ” Chi cerca ossa è un cane”.
In un suo futuro governo, metà dei ministeri sarebbero affidati alle forze armate del paese. Il Brasile, poi, uscirebbe dalle Nazioni Unite considerate un covo di vipere e nemiche di Israele.
Nei giorni scorsi, ha detto che espellerà i medici cubani che lavorano nelle aree più povere del paese nell’ambito di accordi di cooperazione, che metterà fine al finanziamento pubblico per le associazioni per i diritti umani e ha confermato che liberalizzerà la vendita. di armi in modo che i brasiliani possano difendersi da banditi e criminali. Sue le proposte di reintroduzione della pena di morte e di castrazione chimica per gli stupratori. Se non bastasse ha poi giustificato l’incendio di un campo di profughi in arrivo dal Venezuela.
Insomma una ricetta esplosiva, fascista, xenofoba, machista, golpista, che però si sta facendo strada in un paese piagato da una miseria antica e devastato da crisi economica e corruzione e che non riesce a veder spiragli di luce all’orizzonte. In questa situazione, Bolsonaro si presenta come “l’uomo del destino”, nonostante dichiari tranquillamente di non capire un accidenti di economia. “ Ci penseranno i tecnici che sceglierò…”.
Il 60% dell’elettorato di Bolsonaro è fatto di giovani che lo considerano il loro supereroe contro il comunismo e la corruzione. Oltre 5 milioni di fan su facebook, è il leader più seguito su tutti i social tanto di essere accreditato di un 20%, in crescendo, alle presidenziali.
I suoi riferimenti internazionali sono il presidente filippino Duterte, quello della strage infinita di chiunque abbia a che fare con le droghe e Donald Trump.
Per la docente di relazioni internazionali, Esther Solano, ci sono almeno quattro punti in cui Bolsonaro coincide con il suo idolo Donald Trump: “Entrambi fanno parte della nuova destra pop, che ha un volto giovane, ribelle che non si identifica con l’establishment politico. Inoltre, i due si definiscono eterosessuali bianchi vittime delle minoranze di omosessuali, delle donne e dei neri che li molestano perché pretendono diritti. Il loro messaggio è di odio, ma lo nascondono sotto l’idea della libertà di espressione ” . L’uso che Bolsonaro fa dei social network e gli attacchi costanti ai media, che accusa di “notizie false” ogni volta che viene nominato, sarebbero altre analogie con il presidente nordamericano.

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