Brasile: Chi è Haddad, ” il tranquillone”, possibile successore di Lula

Ironia della sorte, ma se Lula non potrà concorrere alle prossime elezioni presidenziali in Brasile del 7 novembre, lo deve in parte a se stesso, in parte alla sua compagna di partito, Dilma Roussef. E’ stato lui a volere leggi chiarissime sulla non candidabilità di persone condannate in più giudizi. E’ stata lei a non ratificare, forse per distrazione, la disposizione del Comitato dei Diritti Umani delle Nazioni Unite che invita alla candidabilità possibile fino a quando non siano esauriti tutti i possibili ricorsi alle sentenze. Allo stato l’ex presidente è un condannato in secondo grado per corruzione e tanto è bastato al Tribunale Elettorale per sbarrargli la strada alla competizione elettorale.
La candidatura Lula, nonostante la sua detenzione, ha il consenso del 38% dei brasiliani. Tutti gli altri candidati seguono molto dietro. Ora in pochi giorni il Partito dei Lavoratori dovrà decidere se insistere, con poche speranze,sulla candidatura di Lulas o trovare un suo sostituto capace di raccogliere, se possibile, questo patrimonio di possibili voti e sbarrare la strada a Jair Bolsonaro, esponente della peggior destra filogolpista, xenofoba e razzista, in forte ascesa nel paese. Tutto fa pensare che prevarrà la seconda ipotesi con la scelta dell’uomo proposto sino ad ora come vicepresidente
Figlio di immigrati libanesi e laureato in legge, Fernando Haddad rappresenta l’ala moderata all’interno del Partito dei Lavoratori . Militante dalla sinistra sin da giovane, è stato chiamato da Lula nel 2005 per progettare la sua ambiziosa politica educativa. Come ministro della pubblica istruzione, Haddad è stato l’architetto di una delle bandiere dei governi di Lula, la democratizzazione dell’istruzione. Ha aperto 126 campus universitari e istituito borse di studio e quote che, per la prima volta nella storia del Brasile, hanno permesso ai neri, ai poveri e agli indigeni un accesso massivo agli studi universitari. Erano gli anni in cui l’economia brasiliana stava stupendo il mondo per la sua crescita boom e il governo di Lula aveva indici di approvazione molto alti sia nel paese che a livello internazionale.
Sotto il governo di Dilma Rousseff, ha lasciato il Ministero dell’Istruzione ed è stato eletto sindaco di São Paulo. Una metropoli enorme e complessa, un impegno da far tremare i polsi a chiunque, specie a un riformatore convinto. Ha lanciato un moderno programma di mobilità urbana che ha riempito la città di piste ciclabili e ha fatto arrabbiare la società conservatrice di San Paolo con le sue tante iniziative.
Nelle elezioni comunali del 2016, ha subito una clamorosa sconfitta. Prevedibile vista la crisi attraversata dal gigante sudamericano e la cacciata dalla presidenza di Dilma Roussef.
Il giovane sindaco, che in quegli anni coltiva un’immagine di ‘pantaloni a vita bassa’ folk, sempre capace di evitare polemiche inutili, temperato e dotato di buon umore, si è guadagnato il soprannome di Haddad Tranquilão, Fernando il Tranquillo.
Haddad è conosciuto e apprezzato tra le classi medie urbane e nella regione sud-orientale del Brasile, il più sviluppato. Ma tra i contadini poveri del nord-est, dove Lula si muoveva come un pesce nell’acqua, molto meno.
Haddad, come è successo a Rousseff, dovrà sopportare per sempre il peso del confronto con il suo mentore. Ma sembra averne tutta la capacità.

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