Care Sardine, vogliono mettervi nella rete

Nei mesi scorsi, tanta, tantissima gente, ha affollato le piazze del nostro paese. Di quasi tutta l’Italia. Il Sud e i piccoli centri hanno partecipato decisamente meno. E non è un caso.

Un popolo preoccupato dalla deriva autoritaria e razzista che incombeva sull’Italia che aveva capito che ad ogni costo bisognava sconfiggerla, innanzitutto in Emilia Romagna.

Un popolo grande di donne e uomini che dopo un lungo ritiro nelle proprie case, orfano politico di una sinistra sparita in quanto a progetto di futuro e cambiamento, ha voluto far sentire la propria voce e si è fatto argine fisico all’avanzata delle peggiori destre.

Essere Sardine era ritrovare il piacere di stare insieme, di essere protagonisti di una grande battaglia a difesa della nostra democrazia e dei suoi valori fondanti.

Quella battaglia, salvare l’Emilia Romagna dall’attacco leghista, ha avuto successo, ma ha mostrato anche i limiti profondi di quell’esperienza.

Se si fosse votato a livello nazionale le destre avrebbero stravinto.

Sconfiggerle richiede infatti molto di più del pur necessario antifascismo.

Queste destre sono figlie di più cause. L’aggravarsi della crisi, flussi migratori mal governati, il degrado del nostro paese, l’assenza di prospettive per il futuro, e così via..

Sono figlie innanzitutto della scomparsa della sinistra, nelle sue forme storiche, del suo ripiegare sui modelli di società imperanti, dei suoi compromessi di potere.

L’antifascismo, il no a Salvini, sono insufficienti per strappare a queste destre il consenso di massa di cui godono.

Ancor meno le scelte ultime delle Sardine, o meglio ancora dei loro dirigenti resi tali da media legati al Partito Democratico.

La dichiarata, in ogni occasione, vicinanza al Pd, il silenzio propositivo sulle grandi questioni del nostro paese e su quanto accade oltre i nostri confini, le cosiddette ingenuità, denunciano i limiti di questo movimento.

Questo Pd è parte della crisi della nostra democrazia, è padre dello sfondamento delle destre che ha rincorso e scimmiottato. Questo Pd rappresenta il blocco di interessi e poteri che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro.

Il Pd sarà ricordato come il padre ignobile degli accordi con la Libia delle bande armate e dei trafficanti di esseri umani, con gli assassini e schiavisti che hanno generato l’orrore dei lager del Terzo Millennio. Accordi mai rimossi, anzi rinnovati, con la cinica motivazione dell’aver chiesto ai torturatori di essere più umani.

La deriva pro Pd di certi esponenti delle Sardine sta scrivendo la parola fine a un’esperienza che giustamente aveva aperto un cammino di speranza.

La speranza non è il Pd.

Questo nostro paese, la sua gente, chi vuole essere protagonista di vero cambiamento, merita molto di più che la proposta di ritorno a un ovile screditato dalla storia e dalle scelte politiche che continua a compiere. Ha bisogno di più politica, di idee, di sogni, di proposte e di chi se ne faccia carico.

Le destre, il sovranismo, la deriva autoritaria, la lontananza dalla politica, specialmente da parte di chi vive nel degrado infinito del nostro Sud, nelle periferie e nei quartieri popolari, nei piccoli centri abbandonati a se stessi, hanno bisogno di ben altra proposta politica.

silvestro montanaro

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