C’è chi vuole il caos. Salvini chiede ai suoi seguaci di prepararsi a scendere in piazza.

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Il Bolsonaro di noialtri, Matteo Salvini, quello che agli inizi di marzo andava ancora, in piena epidemia, a far comizi; lo stesso che il 27 febbraio faceva appello al Presidente della Repubblica perché si riaprisse tutto; il leader la cui forza politica governa la Lombardia del disastro di ospedali focolai del coronavirus e centri anziani divenuti luoghi di sterminio; l’amico e il sostenitore di chi in Europa ci ha negato aiuto; quello che pensa che contro il virus servano i condoni edilizi e fiscali per chi ha massacrato il nostro territorio e, invece di pagare tasse e contributi, si è comprato lo yacht o la villa al mare; quello che pensa che la ripresa dell’economia italiana si possa fare abolendo codice degli appalti e controlli, consegnando così il nostro paese a mafie e corruzione; invita, come il suo amico brasiliano, i suoi seguaci a tenersi pronti per scendere in piazza, per imporre che si riapra ogni attività e subito.

Anche un perfetto imbecille sa che una riapertura sconsiderata, la messa in moto di milioni di persone in contemporanea, sarebbe un suicidio. Il virus tornerebbe a galoppare, i focolai si moltiplicherebbero e avremmo sprecato il duro sacrificio che gli italiani hanno fatto in questi due mesi e mezzo di clausura.

Salvini non è un medico, tantomeno uno scienziato o un virologo. Non ha alcun titolo per parlare di materie che non gli appartengono. Se lo fa, se ci invita al disastro, è solo perché è disperato. I sondaggi lo danno in calo di tantissimi punti. Cinicamente prova a cavalcare lo scontento di un paese stremato da quasi due mesi di lockdown.

La verità, il parlar chiaro, è pratica impossibile per gente che pensa solo al proprio tornaconto personale. Un conto è criticare alcune scelte del governo, altro è volere il caos.

La Fase 2, quella della convivenza col virus, è quella più difficile e rischiosa. E’ importante affrontarla con grande serietà. Pena un allontanamento della prospettiva di un vero ritorno alla normalità.

Anche per questo, il governo ha il dovere di agire presto, di sostenere, immediatamente, le fasce più deboli della popolazione oramai alla fame, di mettere in campo tutte le idee e le innovazioni che consentano alla nostra economia e alla nostra società una ripresa in sicurezza.

silvestro montanaro

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1 Response

  1. Avatar Antonio Luca ha detto:

    Articolo perfetto non ci sarebbe nulla da commentare se non la tristezza di avere un simile personaggio a capo dell’opposizione. Non trovo davvero le parole per definirlo so solo che non ricordo un politico peggiore di capitan sventura dal 1948 ad oggi.

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