C’è uno strano paese in cui le donne muoiono di “tragico destino”…

C’è uno strano Paese in cui le donne muoiono di misteriose malattie chiamate “tragico destino”, “scelte personali sbagliate” e “raptus altrui”. Pensate, è una nazione con oltre 60 milioni di abitanti, altamente industrializzata, dotata di un patrimonio artistico/culturale invidiabile e quinta meta mondiale del turismo, con una ragguardevole tradizione di contributi scientifici alla conoscenza umana – medicina compresa: pure, non è in grado di analizzare e quindi di contrastare le patologie suddette e spesso neppure vuole farlo, nonostante i decessi di donne correlati abbiano raggiunto l’allarmante cifra di uno ogni settantadue ore e sintomi di varia gravità colpiscano 88 donne al giorno.

È vero che a uno sguardo superficiale le donne sembrano morire di violenza di genere, ma il Paese ha per fortuna eccellenti strumenti mediatici di approfondimento che smentiscono regolarmente tale impressione (tra l’altro assai offensiva per gli uomini, coinvolti e non).

Vediamo due casi presenti in cronaca il 30 gennaio 2020. Il cadavere di Francesca Fantoni, trentanove anni, è ritrovato in un parco pubblico a Bedizzole (Brescia). L’esame del corpo attesta che causa della morte sono le percosse ricevute, calci e pugni più “un tremendo colpo sulla fronte”. Il trentaduenne Andrea Pavarini (lieto padre di un bimbo di tre mesi) confessa l’omicidio. “Un delitto probabilmente figlio di un raptus – spiegano i giornali – scatenato da un rifiuto di Francesca Fantoni ad avere un rapporto sessuale con Pavarini”. Subito chi legge si rassicura: sessismo, misoginia e patriarcato non c’entrano nulla, la sfortunata donna era affetta dal virus “raptus altrui” e dal batterio “scelte personali sbagliate”… eh sì, è triste, ma che ci possiamo fare? Inoltre c’è di peggio, pare avesse contratto anche la terza malattia relativa al fato infausto, giacché una sua ex compagna di classe fu assassinata in circostanze simili nel 2006: “Entrambe uccise per motivi sessuali, entrambi i cadaveri occultati – Elena Lonati sotto una scala interna della chiesa nel quartiere Mompiano a Brescia e Francesca Fantoni dietro gli alberi (…). Unite ai tempi della scuola e ora nel tragico destino”.

Di “scelte personali sbagliate” sembra invece essere morta, in quel di Mazara del ValloRosalia Garofalo, cinquantadue anni. “Picchiata a sangue e abbandonata” a morire, dice il referto del medico legale. Il marito Vincenzo Frasillo, cinquantatrenne, l’ha infatti pestata per tre giorni di fila: “Il corpo della povera donna era pieno di lividi – dice il capo della squadra mobile di Trapani, Fabrizio Mustaro (…) – Mai vista una cosa simile in tanti anni di indagini”. L’assassino ha già rivelato le sue circostanze attenuanti: in primo luogo “mia moglie mi tradiva” (vero o no, rientra pienamente nei sintomi di “scelte sbagliate”) e poi non l’ha picchiata così tanto e così a lungo, via, doveva essere proprio una deboluccia – aggiungo io – per crepare così alla svelta, c’è gente al mondo che è stata torturata per tempi ben più lunghi ed è ancora viva, perbacco.

Il resto della diagnosi lo dettagliano gli articoli: “In passato la donna aveva denunciato il marito per maltrattamenti, ma in diversi casi aveva poi ritrattato”; “Aveva fatto un nuova denuncia lo scorso ottobre, però poi aveva ritirato la querela, assicurando che non sarebbe più tornata a vivere con lui”… Poiché tra frasi simili fa capolino “Un dramma che andava avanti da anni” ciò potrebbe indicare che Rosalia aveva contratto pure il “tragico destino”.

In questi giorni stiamo imparando un sacco di cose sul coronavirus in tempo record: morfologia strutturale, sintomi, fasce d’età più colpite, casi sospetti, interventi, misure precauzionali, numero dei morti in Cina – 213, data odierna. Tutto giustissimo, l’Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato l’epidemia una “emergenza sanitaria globale” e come tale è trattata. In vent’anni, nello strano Paese, delle tre misteriose malattie sono morte 3.230 donne. L’OMS in verità rilascia periodicamente dichiarazioni anche su questa epidemia ma lo strano Paese, dopo averle lodate in sede istituzionale, le dimentica immediatamente.

So che dovrei dirvi di che Paese si tratta ma mi vergogno troppo per farlo. Ci vivo.

Maria G. Di Rienzo LUNANUVOLA BLOG

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