Chi è Orban, l’amico anti italiano di Salvini

Giorni fa il nostro ministro degli interni ha speso le ore del mattino in compagnia del suo amico e premier ungherese Orban. Hanno visitato e celebrato l’enorme muro di filo spinato che in Ungheria protegge il paese dall’invasione islamica e dalla minaccia della contaminazione africana alla razza bianca.

Quel muro, realizzato grazie a macchinari italiani, è un muro innanzitutto contro l’Italia.

Orban lo mise in opera quando l’Italia giustamente protestò con l’Europa per averla lasciata da sola contro l’ondata migratoria. Il leader ungherese, amico di Salvini e suo alleato alle prossime elezioni europee, in questo modo chiarì che non avrebbe mai accettato quote di migranti e profughi. Il problema non era suo. L’Italia se la vedesse da sola…

E quando il parlamento europeo sanzionò l’Ungheria per questo suo atteggiamento anti europeo e poco solidale, contro quelle sanzioni votò Salvini, lo stesso che poi ha costruito la sua fortuna politica denunciando che l’Europa aveva lasciato sola l’Italia sul problema migranti. Per ringraziamento Orban è in prima fila in quell’Europa che chiede all’Italia politiche restrittive e sacrifici.Una pagliacciata cinica e bugiarda.

Ma chi è l’alleato europeo di Salvini?

Il nostro ministro degli interni lo esalta come un vero europeo che ha fatto le fortune del suo paese. Lo addita come un modello da seguire. Nei fatti Orban e l’Ungheria devono i loro tassi di sviluppo agli abbondanti flussi di aiuti europei. Senza di quelli, per quella terra sarebbero guai. L’altro motore dell’economia ungherese è lo sfruttamento sistematico dei propri lavoratori. Orban ha portato a 400 le ore di straordinario che gli imprenditori possono chiedere ai propri dipendenti. E ha concesso che questi straordinari possano essere retribuiti a rate nel corso di tre anni. Nel frattempo è stato messo in discussione il diritto di sciopero e l’autonomia dei sindacati.

Dal dicembre 2010, quando il governo di Orban ha adottato una modifica della cosiddetta legge sugli scioperi, questi sono in linea di principio illegali. E a giudicarne la loro legittimità è un organo statale.

Orban ha modificato la Costituzione ungherese dando facoltà al’Ufficio governativo dei giudici (organo istituito al posto del Consiglio superiore della magistratura) di spostare a piacimento giudici e processi. Inoltre ha limitato l’indipendenza dei magistrati. Ridotte le competenza della Corte costituzionale. L’unico vero potere è quello dell’esecutivo, cioè di Orban.

Nei libri di storia resi obbligatori in ogni scuola si legge di lui come eroe nazionale e leader supremo,un po’ come accade in Corea del Nord. Se non bastasse è stata fatta ogni guerra al giornalismo libero e indipendente. L’ultimo quotidiano critico dell’operato del governo è stato acquistato da un oligarca amico di Orban e tutti i giornalisti di quella testata sono stati licenziati.

Per Orban la democrazia ha fallito. I suoi riferimenti sono la Turchia di Erdogan e la Russia di Putin. E sta riabilitando la figura dell’ammiraglio Horthy che varò nel 1920 le prime leggi razziali antisemite e fu il principale alleato di Hitler nell’attacco alla Russia e nel massacro dei partigiani iugoslavi.

La  riforma della legge sull’asilo, voluta da questo cosiddetto difensore della cristianità, presenta gravi violazioni dei diritti umani, prima fra tutte la detenzione obbligatoria di tutti i richiedenti asilo, compresi i minori, per l’intera durata della procedura di asilo. E in questi campi di prigionia accade di tutto. E’ di questi giorni la denuncia che ai prigionieri non venga dato cibo umanamente sufficiente. L’ ”ufficio per l’asilo” dell’Ungheria afferma che non c’è nulla nella legislazione ungherese che obblighi a fornire cibo alle persone che si trovino nella “procedura di sorveglianza degli stranieri” nelle zone di transito.

 

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