CHINUA ACHEBE: IL MIO FUCILE E’ LA SCRITTURA

 

 

« Fra gli Ibo c’è un proverbio che dice:un uomo che non sa dire dove la pioggia lo ha colpito non sa neppure dove il suo corpo si è asciugato. Lo scrittore deve dire alla gente dove la pioggia lo ha colpito. ». Chinua lo ha sempre fatto.
Albert Chinualumogu Achebe, soprannominato Chinua, è stato uno scrittore, saggista, critico letterario e poeta nigeriano.
Gran parte dell’opera della sua opera è incentrata sulla denuncia della catastrofe culturale portata in Nigeria prima dal colonialismo e poi dai regimi corrotti succedutisi dopo l’indipendenza.
Achebe ha ricevuto lauree honoris causa da più di 30 università di diversi paesi, inclusi Regno Unito, Canada, Sudafrica, Nigeria e Stati Uniti. Per la sua opera ha ricevuto innumerevoli premi letterari, inclusi il Commonwealth Poetry Prize, il New Statesman Jock Campbell Prize, il Margaret Wrong Prize, il Nigerian National Trophy e il Nigerian National Merit Award. Nel 2004 ha rifiutato la carica onorifica di Comandante della Repubblica Federale, offertagli dal governo della Nigeria, in segno di protesta contro la situazione sociale e politica del suo paese. Nel 2007 è stato vincitore del Man Booker International Prize.
“La magia di un talento straordinario, generoso, traboccante. Uno scrittore capace come pochi di far risplendere i misteri dell’animo umano.”, diceva di lui Nadine Gordimer.
“Le cose crollano”, il primo libro della trilogia che ha consegnato Chinua Achebealla fama internazionale, tradotto in oltre 50 lingue, pubblicato in Italia da La nave di Teseo in una nuova traduzione, è unanimemente considerato il suo capolavoro, capace di intrecciare nella stessa vicenda due storie diverse: quella personale di Okonkwo e quella più ampia dello scontro fra due religioni e civiltà. Nella scrittura di Achebe, interprete di una grande tradizione letteraria, i conflitti ancestrali fra individuo e comunità dialogano con i percorsi accidentati della storia, le cui conseguenze investono ancora il mondo in cui viviamo

Il protagonista de “ Le cose crollano”, Okonkwo, è un guerriero, un lottatore, un uomo ambizioso e rispettato che sogna di divenire leader indiscusso del suo clan.
Ma Okonkwo ha anche un carattere fiero, ostinato: non vuole essere come suo padre, molle e sentimentale. Lui è deciso a non mostrare mai alcuna debolezza, alcuna emozione, se non attraverso l’uso della forza. Quando la sua comunità è costretta a fronteggiare l’irruzione degli europei, l’ordine delle cose in cui Okonkwo è nato e cresciuto comincia a crollare, e la sua reazione sarà solo il principio di una parabola che lo porterà nella polvere: da guerriero temuto e venerato, a eroe sconfitto, oltraggiato.

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