Cile, Honduras, Libano, Ecuador…cresce ovunque la rivolta contro il neoliberismo e le sue catene

Ieri milioni di cileni hanno sfidato il coprifuoco e hanno invaso le strade del loro paese. la protesta popolare non si placa e esige molto più delle timide e tardive promesse del Presidente Pinera. Innanzitutto che lui e il suo governo vadano via. Hanno agito come la corte del Re Sole alla vigilia della rivoluzione francese. Allora, mentre il popolo era in rivolta per la mancanza di pane, i reali invitarono a cibarsi di brioche. Pinera, mentre i cileni urlavano di non farcela più con un sistema che ha trasformato la vita in sopravvivenza se ne è andato a festeggiare in pizzeria. Mentre i ragazzi cileni protestavano per l’ennesimo aumento dei costi della metro, arrivati allo stesso livello di quelli londinesi con la piccola differenza che in Cile i salari si aggirano intorno ai 400 dollari, uno dei suoi ministri li ha invitati a svegliarsi due ore prima quando vigono tariffe inferiori. I faraoni del neo liberismo hanno irriso il dolore e le difficoltà di un popolo. Devono andar via. Loro e il mostruoso sistema economico sociale che hanno imposto.

Non a caso i manifestanti in tutte le manifestazioni ribadiscono che urge una nuova costituzione, un nuovo patto sociale. Che restituisca dignità alle persone e un senso al vivere che non può più essere fondato su regole che assicurano buona vita a pochi e sempre gli stessi.

Sta accadendo qualcosa di veramente grande e non solo in Cile. L’America Latina ribolle. La sua gente è stanca di tirar la cinghia a favore delle minoranze protette dall’economia finanziarizzata e neoliberista.

In Honduras, paese la cui gente è costretta da sempre o a chinare il capo o ad emigrare, la rivolta esplode incontenibile. E’ successo in Ecuador. Si annuncia in Argentina e Brasile.

E non è solo l’America Latina ha urlare la sua rabbia. Germi di una critica radicale alle regole del gioco esistenti si intravvedono ovunque. Il libano, con la sua gente ostinatamente in piazza è solo un sintomo di ciò che potrebbe accadere anche in quell’area del pianeta.

Masse sterminate di persone stanno prendendo coscienza che le regole della nostra società hanno ben poco di eterno e naturale. Sono frutto di interessi costituiti ed oramai insopportabili. Di un gioco infernale che ha messo tutte le ricchezze e i poteri nelle mani di pochi. Anzi pochissimi. Che non pagano mai e che pretendono che i costi delle loro crisi siano invece pagati, come sempre, da chi sempre ha pagato.

Spira aria buona. Finalmente!

 

silvestro montanaro

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