CILE: la rivolta delle ragazze

“ Sorella, io invece ti credo! “
L’enorme striscione colorato campeggia all’ingresso della prestigiosa facoltà di diritto dell’Università di Santiago in Cile.
Il santuario cileno dell’avvocatura, la sede universitaria che ha formato nei secoli tanta parte delle elites dirigenti, è occupata da più di una settimana dagli studenti, meglio ancora dalle studentesse.
Una di loro, lo scorso anno, aveva denunciato gli abusi sessuali e lavorativi di un docente. La ragazza, per pagarsi gli studi, lavorava nello studio privato dell’insegnante.
L’accusa, gravissima, è rimasta inascoltata per un anno. Il consiglio accademico non ha mosso un dito. Il professore ha continuato a insegnare indisturbato come se niente fosse accaduto.
“ Nel nostro paese finora ha funzionato così. Un uomo ha il diritto di fare certe cose. La colpa è sempre delle donne. E’ arrivata l’ora di metter fine a questo schifo! “, spiegano alcune studentesse.
L’esempio delle ragazze della facoltà di diritto è stato seguito da tutte le università del paese e dalle scuole secondarie. Da giorni le strade di tante città cilene sono invase da manifestazioni di giovani donne che rivendicano il loro sacrosanto diritto ad essere trattate come persone e non come prede, che denunciano la cultura della violenza, che pretendono uguaglianza.
Nelle aule occupate si discute di questi temi e cresce finalmente la coscienza delle donne in una società secolarmente machista.
Tra le richieste del movimento è che questi temi divengano oggetto di formazione sia per gli studenti che per insegnanti e impiegati amministrativi di tutte le scuole e l’inserimento nei ruoli didattici di più donne e testi scritti da donne.
” Le nostre istituzioni non sono riuscite a prendere sul serio la violenza di genere, ad affrontarla e comprenderla come un fenomeno strutturale”- dice una delle dirigenti del movimento-Ma stiano attente. Non ci fermeremo fino a quando non avremo cambiato a fondo questa società degli uomini e solo per gli uomini”.

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1 Response

  1. Antonio ha detto:

    Il Cile è sicuramente afflitto dal problema del machismo. Negli Stati Uniti, però, dove la problematica del “sexual harassment” è molto sentita, anche le organizzazioni di base della sinistra radicale sostengono che la vittima di abusi sessuali può anche non essere una donna e che l’autore della violenza può non essere un uomo. Per esperienza diretta (ne ho scritto sul mio blog e sui miei canali social) aggiungo inoltre che ciò vale anche per lo stalking.

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