Cina: campi di concentramento per il popolo uiguro

Centinaia di migliaia di uiguri, forse più di un milione, sono rinchiusi in veri e propri campi di prigionia.
Il governo cinese che fino ad ora ne aveva negato l’esistenza, ha finalmente ammesso l’esistenza di questa ripugnante situazione oramai svelata al mondo da più rilevazioni satellitari.
” Non sono prigioni. Sono centri di addestramento professionale gratuito. Strutture abitative di qualità superiore a quelle medie nella zona. Le stanze in cui sono alloggiati questi giovani sono dotate di ogni comfort “. Così racconta il governatore cinese della provincia di Xinjiang, Shorat Zakir. Secondo lui queste strutture sono un argine al dilagare dell’estremismo islamico nella provincia ribelle. ” Studiando e addestrandosi, i giovani troveranno più facilmente un’occupazione e saranno meno preda dei terroristi. Questi centri consentono loro di migliorare la loro capacità di imparare la lingua comune del paese, cioè il mandarino, di acquisire conoscenze giuridiche e competenze professionali.Ricevono un piccolo salario e ha fine esperienza avranno un certificato che li aiuterà ad introdursi nella vita come tutti gli altri cittadini del nostro paese”.
Ben diversa la testimonianza di chi è riuscito a fuggire da questi centri. ” Ci obbligano a rinunciare e abiurare pubblicamente la nostra fede islamica.E gran parte delle attività sono solo indottrinamento politico perché si divenga fedeli soldatini del loro Partito Comunista”, racconta un testimone.
” Dicono che sono campi per sradicare il terrorismo ma ho visto dentro avvocati, medici, intellettuali e anche funzionari pubblici che non avevano nulla a che fare con l’estremismo. Dicono che sono centri di formazione professionale, ma sono solo prigioni”, testimonia un altro uiguro fuggito da lì.” Ci proibiscono di portare la barba, contestano le nostre tradizioni e persino i nostri nomi. Vogliono renderci uguali al resto del loro paese. Stanno facendo terra bruciata della nostra identità “, aggiunge un altro.
L’attività indipendentista uigura ebbe origine nella prima metà del Novecento e si proponeva come alternativa all’egemonia dei signori della guerra dello Xinjiang. Durante la guerra civile cinese, si tentò per due volte di istituire uno stato indipendente: dapprima nel 1934, con la creazione della Prima Repubblica del Turkestan Orientale, poi con la Seconda Repubblica del Turkestan, istituita dieci anni dopo. La Seconda Repubblica venne tuttavia annessa alla Repubblica Popolare Cinese nel 1949.Dal 2001, la lotta su scala mondiale al terrorismo islamico ha coinvolto anche alcuni dei gruppi politici d’ispirazione islamica più vicini agli uiguri; a seguito di ciò, si è intensificata la repressione da parte cinese dei movimenti indipendentisti. Molti uiguri in esilio denunciano la sistematica violazione dei diritti umani da parte delle autorità cinesi che reprimono ogni forma di espressione culturale del popolo uiguro.
In opposizione all’indipendentismo uiguro, il governo cinese ha rafforzato gli incentivi per l’inserimento di gruppi cinesi d’etnia Han nella regione, continuando una pratica già intrapresa dalla Cina fra il 1960 e il 1970. Stando a quanto dichiarato da alcune ONG, le autorità cinesi sono responsabili della repressione delle tradizioni culturali uigure e di violazione dei diritti umani nei confronti degli appartenenti a quest’etnia.

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