TURIN, ITALY - 2018/06/15: Deputy Prime Minister of Italy and Minister of the Interior Matteo Salvini eats pasta durig his visit to Coldiretti Village. Coldiretti (National Confederation Direct Cultivators) is the largest association of representation and assistance of Italian agriculture. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

Cinico, mille volte cinico

Lo schema e semplice e sperimentato. Dissociarsi in nome del bene italico tradito da tutti, alleati compresi. Lasciar intendere che solo lui, se ne avesse la forza sufficiente, sarebbe in grado di risolvere i problemi del paese e metter fine alle forze oscure che lo minacciano. Si avvicina, giorno dopo giorno, il momento della crisi della coalizione Lega-5 Stelle…

Ora che l’Europa ha trovato un accordo sui 49 profughi a bordo da settimane sulle navi che li hanno salvati dalla morte in mare, Salvini si oppone. Si mostra vittima di quello che la sua claque impazzita vedrà, grazie a lui,  come l’ennesimo complotto di buonisti, trafficanti e organizzazioni umanitarie affaristiche. ” Nessuno entra. Nessuno. Tutti a casa”, sbraita e batte il pugno minaccioso.

Non si era mai visto nella storia italiana, tranne negli anni del ventennio, un politico tanto cinico da piegare qualsiasi istituzione e verità alla sua ingordigia di potere. Nessuno capace, tranne l’altra mascella forte, di imbonire un popolo con le sue perfide Albione oggi trasformatesi nei buonisti che a tutto pensano tranne che agli italiani.

Pagliacciate. Solo immonde pagliacciate se non minacciassero da vicino la nostra democrazia. Bugie e senza scrupolo, consentitegli dalla profonda crisi che vive la nostra Italia e da una qualità miserrima della politica.

Non c’è alcuna minaccia all’orizzonte. L’onda migratoria è ferma da un anno e mezzo, un po’ per gli orrendi accordi fatti coi libici, un po’ perché alcune sue cause strutturali si sono ridotte. Mantenere 49 poveri cristi, donne e bambini per buona parte, due settimane in mezzo al mare è solo crudeltà per viscido calcolo politico. Farli sbarcare è solo umano e non incentiva nessun flusso. Salvini sa bene che è difficilissimo che si tentino traversate nei mesi invernali e col mare grosso. Raccontare che devono tornarsene a casa o peggio ancora in Libia ha il sapore delle condanne a morte, quelle più spietate. ” Se non partono, si salvano…”. Provasse lui a sentirsi salvo nei lager libici che lui finanzia coi nostri soldi e tra bande di assassini che si scontrano per averne la fetta più grande.

Salvini e la sua elettoralistica gestione del fenomeno migrazione sta rubando tempo prezioso al nostro paese. L’immigrazione va gestita e ne vanno affrontate le vere cause

Aiutare, in un accordo europeo, una frotta di disperati non è contro gli italiani poveri. E’ buon senso. Un minimo di giustizia e umanità. La stessa che serve agli italiani poveri minacciati da un racconta frottole a capo di un partito che è stato partecipe di tutte le decisioni che hanno condannato l’Italia al declino e che aspettano soluzioni vere ai loro problemi, non l’ennesima guerra tra poveri a beneficio dell’ennesimo despota.

Salvini vuole strafare. Si è fatto prendere la mano. Sta esagerando. Prima o poi, anche la sua gente si sveglierà dal grande sonno della ragione che la affligge. Tornerà alla verità dei fatti e scoprirà di essere stata ingannata.

La sorte dei demagoghi e dei despoti è sempre e solo quella. Sprofondare nel fango che li ha generati.

 

silvestro montanaro

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