Ciò che mi ha insegnato la vita

Ho avuto la fortuna di varcare quasi tutti i confini del mondo.

Ad ognuno di essi mi batteva il cuore.

Al di là di ognuno di essi c’erano uomini e donne che avevano colori diversi. Parlavano altre lingue. Pregavano un Dio dal nome diverso dal mio.

Eppure, quelle donne e quegli uomini tanto diversi da me, se li ascoltavi con un po’ di rispetto parlavano la stessa lingua e chiedevano ai loro dei le stesse cose che io, noi, chiediamo ai nostri. I loro sogni erano simili ai miei.

La casa, il lavoro, il benessere dei figli, la salute, il futuro. Un po’ di pace, di serena giustizia.

Una babele di lingue, credi e colori. Il meraviglioso mosaico dell’umanità.

Il giorno in cui questi uomini e queste donne capiranno di parlare, desiderare, sognare gli stessi umani bisogni, si sentiranno fratelli e sorelle, Monterà in loro la collera verso chi, ingannandoli, li ha tante volte messi gli uni contro gli altri. Sarà rivoluzione.

Per i pochi farabutti che, sulla paura dell’altro, hanno costruito poteri e ricchezze sporche del sangue innocente dei popoli del mondo, quel giorno è l’incubo peggiore. Per loro sarebbe, sarà, la fine

 

silvestro montanaro

 

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