Come in Corea del Nord

Folle di bambini trascinati sui palchi elettorali a urlare a squarciagola ” Matteo, Matteo”.

In un paese civile non dovrebbe accadere. Ci sarebbe ritegno, ovvia protezione dei minori che mai, ma dico mai, dovrebbero essere usati per le questioni di potere degli adulti. Scatterebbero denunce, inchieste, giuste punizioni. Invece niente, visto che a essere protagonista di questa infrazione gravissima alle regole è chi dovrebbe invece difenderle.

In fondo tutto normale, tutto dentro la folle logica del “salvatore della patria”, divenuto oscenamente “padre di 60 milioni di italiani”. Tipico di tutte le tirannidi. Ad esempio quella coreana.

Si diceva che Kim Il-Sung, il crudele leader supremo e unico della Corea del Nord, anche lui nominatosi padre dei suoi poveri concittadini, supervisionasse praticamente ogni aspetto della vita del suo paese e gli venivano attribuiti poteri quasi sovrannaturali. Lo stesso accade da noi con un triste capitano che si è dichiarato campione della Fede, che ha un suo Vangelo e irride il legittimo Papa, che si occupa di ogni argomento e problema scavalcando tutti i suoi colleghi di governo e persino il suo premier e intascando immeritatamente i meriti delle loro azioni. Così come quelle di tutti i servitori dello stato. Non sono magistratura e polizia ad arrestare i criminali, ma lui novello superman unto dal Signore. Al lavoro non c’è mai, perso tra sagre e comizi elettorali, ma guai a rimproverarglielo.  A lui basta una telefonata. Dovevano essere degli sciocchi Falcone e Borsellino, e come loro tanti seri servitori dello Stato, cui non bastava una telefonata o un tweet, ma sudavano su carte e dossier. Lui è onnipotente e onnisciente.

A renderlo tale è la disperazione massima di un paese in crisi, che ha perso ogni razionale speranza, oramai piegato dalla disperazione e pronto a osannare chiunque purché sia capace di manipolarlo a dovere.

Un paese inorridito dalla sua povertà crescente, dilaniato dalla disoccupazione, affamato a milioni e pronto a credere a chi giura “prima gli italiani” ma nei fatti è pronto a servirne solo alcuni, i più potenti, attraverso politiche fiscali che salvano e rafforzano i ricchi, attraverso politiche di sicurezza che renderanno criminale ogni protesta di chi vive e vivrà sempre più ai margini della società e dello sviluppo.

Un paese vessato dalla corruzione ma credulone nei confronti di un liberatore che annovera tra i suoi esponenti di governo un bancarottiere, un altro che aveva scambiato i fondi pubblici  per il suo personale bancomat e ora vuole deregolamentare gli appalti così dando via libera, ancora una volta, a corrotti e mafiosi. Un liberatore che occupa ogni centimetro possibile delle aziende e dell’informazione pubblica in una lottizzazione che non ha precedenti.

Un paese spaventato da un’ondata migratoria senza precedenti, ma già esaurita da tempo, pronto a credere a chi gli racconta che espellerà tutti, ma non conclude un solo accordo che renda possibili le espulsioni. E che rende davvero minacciosa la presenza straniera in Italia con il suo impedire ogni integrazione. Mettere ai margini, criminalizzare, genera criminali. Lo sa chiunque abbia un minimo di buonsenso.

Un paese, allarmato per le sue donne, che da fiducia e tutto il potere al solito piccolo uomo che crede che esista una prostituzione libera e che far sesso, nei fatti stuprare, una povera disgraziata non abbia mai fatto male a nessuno. Che non muove un dito contro l’orrore in cui davvero siamo primi nel mondo, turismo sessuale e turismo pedofilo.

Un paese allarmato per le sue libertà e che le cede in blocco a chi fa ogni giorno liste di proscrizione di chi ritiene nemico solo perché la pensa diversamente da lui. Giornalisti, magistrati, politici, semplici studenti. Tutti consegnati alla gogna pubblica delle sue pagine nei media. Li addita a uno a uno. E lascia che si scateni su di loro ogni minaccia e volgarità. Persino contro ragazzine minorenni.

Come tutti i capitani, i duci, i piccoli padri delle pagine più buie della storia, conosce il solo linguaggio dell’osanna alla sua figura. Tutto il resto, chi non inneggia, chi non batte le mani, deve essere punito, eliminato.

 

silvestro montanaro

 

 

 

 

 

 

 

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