Conte e Di Maio si sono dimessi

Matteo Salvini oggi ha incontrato, al Ministero degli Interni, i rappresentanti di 12 categorie imprenditoriali.

L’incontro  non si è limitato al tema delle infrastrutture – e della Torino-Lione in particolare, al centro del meeting di lunedi scorso alle Ogr che ha richiamato sotto la Mole oltre duemila imprenditori da tutta Italia – ma ha toccato anche la burocrazia, il balzello sull’acquisto di auto inquinanti, l’uso del reddito di cittadinanza come anticipo per realizzare start up. E ancora: l’utilizzo del confronto dell’Ue per ottenere spazi di bilancio finalizzati a promuovere la crescita.

Il primo a parlare è stato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che ha ribadito irrinunciabilità delle infrastrutture, ha ripetuto che con Bruxelles ci si può confrontare se nella finanziaria il deficit in eccesso viene utilizzato per misure che favoriscano la crescita ed ha raccomandato di non penalizzare il settore auto, anche per i pesanti riflessi che avrebbe su tutta la filiera italiana.

In un paese normale, questo tipo di incontri spettano al Presidente del Consiglio dei Ministri o ai Ministri del Lavoro e dell’Economia. Non al Ministro degli Interni.

Ma il nostro non è più un paese normale…

Siamo divenuti il palcoscenico di uno oneman show, spettatori del suicidio di una forza politica, i 5 Stelle, che avevano avuto la leadership del voto e che hanno consentito alla Lega e al suo leader di occupare ogni spazio, di trattare ogni argomento e dossier ai fini della sua interminabile campagna elettorale.

 

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