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Coronavirus: gli scienziati non possono alimentare la confusione

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Nella nostra Italietta ogni lunedì tutti si trasformano in allenatori. Ognuno ha la squadra ideale per vincere il campionato.

Il vizio della tifoseria da stadio invade tutti i campi. Tutti specialisti di politica, economia, medicina e ogni disciplina. Tutti pronti a dividersi in supporter da curva e a inneggiare ai propri beniamini facendo scempio di quelli della curva opposta. Ora questa pessima abitudine investe anche virologia e strategie contro il coronavirus alimentando un clima di sospetti, presunti complotti e infinita confusione. L’ultima disputa è quella sull’uso del plasma di chi ha avuto il coronavirus per curare chi oggi, o domani, si ammala. E la cosa grave è che sono scienziati a farne argomento di disputa da stadio.

Fa davvero male sentire “scienziati” affermare che il plasma non sarebbe una soluzione di cura perché potrebbe portare altre infezioni. E’ un’offesa al buon senso e a chi lo dona abitualmente. I livelli di sicurezza nella raccolta e distribuzione delle sacche sono altissimi.

E’ sconcertante, allo stesso tempo, ascoltare inni alla scoperta italiana che le case farmaceutiche vorrebbero occultare per poter vendere i loro vaccini e guadagnare. La plasmaferesi non è scoperta italiana. Si pratica da lungo tempo. In precedenti epidemie si è rivelata inefficace o poco capace di combattere i virus che era chiamata a combattere. Nel caso del covid 19, alcune sperimentazioni in corso mostrerebbero, invece, una sua forte efficacia. E’ potenzialmente una buona notizia. A patto che si seguano i protocolli previsti, a tutela di tutti noi. Si vada avanti, si allarghi il campo della sperimentazione e si sottomettano i risultati alle valutazioni scientifiche del caso. Si lavori con serietà, insomma. Tutto il resto, allo stato attuale della ricerca, sono solo illazioni e confusione. E di questo non abbiamo assolutamente bisogno. Quando le sperimentazioni avranno portato a protocolli terapeutici scientificamente provati e sicuri, e solo allora, si potrà gridare allo scandalo se alcuni o interessi di altra natura si opponessero. Solo allora.

Faccio mie le considerazioni di Ernesto Burgio, scienziato di indubbio valore e serietà.

” Siamo di fronte a una pandemia: un dramma epocale da cui non sappiamo ancora quando e come usciremo. Abbiamo avuto in Italia in due mesi 30.000 decessi, oltre 150 medici sono morti, almeno 30.000 operatori sanitari sono stati contagiati e sappiamo che nelle province più colpite come Bergamo e Brescia il virus ha determinato quasi il tracollo del sistema sanitario. Sappiamo, in questi giorni di graduale fuoriuscita dalla prima fase pandemica, che è improbabile che a fine estate ci sia una condizione di immunità sufficiente a evitare una seconda fase potenzialmente catastrofica. Dovremmo lavorare per rafforzare il sistema sanitario, costruire finalmente i corridoi alternativi che non sono stati nemmeno programmati, preparare milioni di tamponi e test sierologici e protocolli terapeutici finalmente in grado di curare al meglio i prossimi casi e dispositivi di protezione per tutti gli operatori sanitari. E questo nella speranza di non trovarci di nuovo, come a fine febbraio, impreparati a pagare un prezzo altissimo. E invece si assiste tutti giorni a questo teatrino di complottisti e disfattisti da un lato che sostengono che le pandemie non esistono e che sono le case farmaceutiche a inventarle per vendere farmaci e vaccini.. E di fanfaroni, dall’altro, che si esibiscono sui media e sul web parlando di terapie miracolose, che negli altri paesi utilizzano con serietà e discrezione da mesi: plasma, eparina, anticorpi monoclonali, antivirali.. Veramente verrebbe da dire, che si tratta di un’epidemia di protagonismo e disinformazione quasi altrettanto pericolosa del virus, perché confonde, disorienta e divide anziché unire tutti per mettere in campo un programma efficace che ci permetta di evitare altri morti e altro dolore. “

silvestro montanaro

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