Coronavirus: il pericoloso dilagare dei siti di fake news

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Navigando in rete “ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi”, per dirla con il replicante Roy Batty di Blade Runner. Da quando ci troviamo in pieno dramma, in balia di un virus che ha già ucciso – dati ufficiali per difetto – circa 130.000 persone in tutto il mondo, sono sbucati fuori, come funghi velenosi dopo un temporale, decine di movimenti promossi da narcisisti, complottisti, esaltati, egocentrati, pazzi, persino neofascistoidi ribolliti e via di questo deprimente passo. Dar loro spazio mi ripugna un po’, ma, d’altra parte, si tratta di un fenomeno sociale e come tale va fatto conoscere e analizzato.

Un po’ – mi si perdoni il paragone cinematografico – come fu per i film italiani di genere snobbati da molti, a proposito dei quali il professor Vittorio Spinazzola, grande critico di cinema e docente di letteratura alla Statale di Milano, mi disse: “Un’analisi del fenomeno, in definitiva, è comunque sempre auspicabile rispetto a un aristocratico silenzio o a una troppo facile ironia… A noi non piace? Bene, cerchiamo di capire perché piace agli altri. Insomma, la realtà è una cosa troppo importante, non si può esorcizzarla”. Già, soprattutto per i nefasti effetti che certe sgradite realtà potrebbero avere.

Qui, per motivi di spazio, citerò solo alcuni casi. “Noi siamo il popolo italiano. Noi siamo il cambiamento. Noi siamo per la verità e la giustizia. Noi siamo i guardiani della libertà. Noi chiediamo unione a tutti i Popoli del Mondo”, ok ok calma! Roba farsi venire il mal di testa… Basti citare i princìpi base del cosiddetto Movimento Resistenza e Resilienza Italiana 2020, che su Telegram conta più di 9mila adepti che si scatenano con teorie di questo tipo (riassumo con parole mie): i governi vogliono che stiamo in casa così possono realizzare gli impianti per il 5G; dentro al vaccino influenzale c’era il Coronavirus; uscite di casa e prendete per il culo chi vi ferma, compilate il modulo, ma poi andate dove vi pare; non lasciamoci manipolare dalle televisioni e dai giornali; disobbediamo alle impostazioni, ma in maniera strategica; e via di questo lacerante passo.

In definitiva, per lorsignori, la pandemia è “inventata”. E i morti? Inventati pure quelli? Altri adepti, di cui non faccio i nomi per umana pietas (ma che si trovano in rete) sono, oltre a molti convinti no-vax, persino un tizio che ha avuto l’ardire di dichiarare che il ponte Morandi di Genova “è stato fatto saltare con cariche esplosive”, non si sa bene da chi. E che Valeria Solesin, l’italiana che ha perso la vita nell’attentato al Bataclan del 2015 “non è mai esistita, era un’attrice”. Accidenti, qui siamo sulle stesse lunghezze d’onda dei terrapiattisti, dei complottisti delle scie chimiche e di quelli che affermano che è stato Bush ad abbattere le torri gemelle.

Ci sono poi altri movimenti che si ribellano ai controlli delle forze dell’ordine che, come risulta da molti video, non so come riescano a mantenere il sangue freddo. “Mi rifiuto di di mostrare i documenti”, sentenziano questi vati, “finché lei non mi mostra il suo”, anche se carabinieri e poliziotti scendono dalle gazzelle e dalle pantere in divisa. “Io sono un cittadino di diritto internazionale”, raccontano agli agenti, “e come tale, non rispondo alle leggi italiane”. Oppure: “Viviamo sotto decreto comunista”. Casi fortunatamente episodici di persone alterate, dotate di ego smisurati, forse casi psichiatrici, forse semplicemente gente che vede nelle forze dell’ordine un nemico e magari ha sempre vissuto “gli sbirri” come nemici a causa di vicende personali.

Non mi preoccupano questi casi in sé, mi preoccupano le ricadute su fasce di popolazioni deboli e spesso dimenticate dallo Stato che sono facilmente abbindolabili da questi guru-mezze-calzette. E mi preoccupano anche le manifestazioni come quelle di Berlino e quella di Forza Nuova a Roma dove si sono alzati cartelli in nome della libertà del popolo di riempire le piazze. Le forze che governano il mondo non hanno bisogno del Coronavirus: il potere già ce l’hanno. È proprio vero – per citare la nota acquaforte di Goya – che il sonno della ragione genera mostri.

Michele Giordano, giornalista e scrittore, per IL FATTO QUOTIDIANO

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