Coronavirus: il vero “complotto” è che il mondo non lavora insieme a trovare una cura

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Giorni fa il sito di una piccola casa farmaceutica annunciava di essere vicino a un vaccino contro il coronavirus. E di essere in grado di produrne, terminato l’iter di ricerca e sperimentazione, un milione di dosi l’anno. Alleluia? E che ce ne facciamo di un milione di dosi l’anno? Si cureranno solo i potenti della Terra?

Di notizie del genere se ne trovano a centinaia in rete. Sono lo specchio fedele, e tragico, di quanto poco e male si stia facendo nel mondo per rispondere all’emergenza coronavirus.

Tranne rari casi di vera solidarietà, il mondo procede con la logica infame del “prima io”, con risposte puramente nazionali e la ricerca affidata ai privati, alle compagnie farmaceutiche in ossequio alle attuali regole del mercato.

Chi può, in testa gli Stati Uniti, poi, si accaparra a suon di caterve di denaro il meglio della produzione sanitaria mondiale e delle ricerche più promettenti in tema di cure e di vaccini. Altri chiudono le esportazioni dei loro prodotti nel campo riservandoli solo al proprio mercato interno, altri ancora, essendo paesi di transito, letteralmente rubano carichi destinati a altri paesi.

La gran parte delle misure prese per fronteggiare l’epidemia, tranne rarissimi casi, badano più alla salvaguardia delle proprie posizioni economiche nel mondo. Qualche volta addirittura vedono l’epidemia come un’opportunità geopolitica e economica. Chi più spende per salvare vite, rischia di pagare un prezzo altissimo in termini di retrocessione e catene ulteriori di debito.

Uno squallore infinito. Premesse di ulteriore tragedia.

Tra la gente, ovunque, accanto al panico, dilaga il peggiore complottiamo. Non è madre natura a interrogarci, ma piani diabolici di superpotenze. Un giorno il virus lo hanno diffuso gli americani. Il giorno dopo i cinesi…. Un gioco perverso che aiuta a nascondere una caterva di responsabilità delle attuali élite al governo del pianeta.

Manca una cura. Manca un vaccino. E’ questa la cosa gravissima con la quale fare i conti. La grande responsabilità planetaria che andrebbe individuata.

Della pericolosità dei coronavirus sapevamo da decenni. La Sars era stata un drammatico avviso. Scomparve in un breve lasso di tempo e nessuno pensò di ultimare le ricerche in corso su farmaci e vaccini. Tutto finì nei cassetti e si ricoprì di polvere perché mancavano fondi e il mercato non era disposto certo a investire in qualcosa che non avrebbe dato profitti immediati. Questo è il vero crimine!

Ora la ricerca più promettente di cure e vaccini riparte da lì, da quei cassetti dimenticati. Con anni e anni di ritardi. E tante povere, forse evitabili, vittime.

Lo fa però con le stesse logiche di sempre. Ognuno per sé. Al centro non esseri umani ma possibili grandi profitti.

Questa logica è perdente, assurda, criminale.

Il mondo deve urgentemente mettere a punto una risposta comune e permanente contro questa e le possibili nuove epidemie del futuro. Ogni conoscenza, il meglio delle tecnologie, le risorse, vanno messe in comune. Dobbiamo e possiamo, insieme, far presto. Bruciare i tempi. Il mondo non può restare chiuso in casa troppo a lungo e cosi sarà se non si trova rapidamente una cura.

Va allestita una capacità di produzione che metta in brevissimo tempo a disposizione dell’intera popolazione mondiale i risultati della ricerca.

Altrimenti sarà barbarie.

silvestro montanaro

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1 Response

  1. Avatar MAURIZIO COSTA ha detto:

    E’ chiaro che non esiste cooperazione o collaborazione, perche’ essendo questa una cosa voluta e studiata a tavolino, per indebolire o distruggere l’economia di alcuni paesi, non può di conseguenza esserci aiuto reciproco… Io penso che l’Italia e la Cina, in particolar modo, devono chiedere spiegazioni, anzi, pretendere spiegazioni agli USA di questo gravissimo attacco imperialista!…..

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