Curdi: parla la mamma di Sara, uccisa a sei anni dall’esercito di Erdogan

La mamma di Sara tiene i vestiti di sua figlia insieme ai suoi.

“Non separo i vestiti di mia figlia dai miei. Perché sento che se lo faccio, perderei la mia bambina per sempre. Sarebbe sola, al buio, al freddo. Morirebbe una seconda volta, se sentisse di non avermi più vicino “

Durante l’invasione delle aree siriane in cui viveva la popolazione curda, anche i bambini furono vittime di questa folle e criminale guerra scatenata da Erdogan. Alcuni bambini sono rimasti feriti, alcuni hanno perso braccia o gambe. Altri hanno perso la vita.

Sara, che era la seconda di quattro figli, aveva sei anni e viveva nel villaggio di Tilfindir a Gire Spî. Stava tornando da scuola, non sapeva dell’invasione in corso. Sara e suo zio erano in moto tornando a casa nel loro villaggio quando la loro vita è cambiata per sempre. Quella di Sara finì per terra in un lago di sangue. Il suo.

Dopo aver conquistato Afrin, Erdogan e il suo sanguinario esercito hanno cominciato a uccidere, prendendo di mira donne e bambini al confine con la Siria nord-orientale. Era il 1 novembre dello scorso anno.… Questa data non sarà mai dimenticata da Fatma, la madre di Sara , assassinata, colpita alla testa da un proiettile sparato da soldati turchi. Sono trascorsi circa 8 mesi dall’omicidio ma per Fatma è come se fosse appena ieri. Il suo volto e la sua anima sono rigati di lacrime.

“Sara aveva solo 6 anni, solo sei piccolissimi anni e non aveva puntato la pistola contro Erdogan, eppure l’hanno uccisa, le hanno tolto la vita come se niente fosse. Era piena di vita la mia bambina. Era entusiasta di aver cominciato ad andare a scuola. Aveva tanti sogni nel cuore. Piccoli piccoli ma luminosi come i sogni di tutti i bambini… Ora non c’è più e non riesco a darmi un perché…perché non esiste un perché all’assassinio di una creatura. E’ solo orrore. Aryen, il fratello minore di Sara, ogni giorno mi chiede dove sia, perché ancora non torna a casa…Non so cosa rispondergli…Non riesco a dire a lui, a me stessa, che Sara non c’è più, che è morta.Non ce la faccio ad accettarlo…”

Intanto, mentre la pandemia di coronavirus occupa l’agenda del mondo, continuano gli attacchi dell’esercito turco in Kurdistan e Medio Oriente. Nel silenzio del mondo. Altro dolore, altre piccole stelle che vengono spente. E Fatma, la disperata mamma di Sara, lancia un appello al mondo.

” Questa invasione deve finire. Tutte le persone, in ogni angolo della Terra, tutti quelli che vogliono ancora definirsi umani, insorgano, smettano di tacere. Tacere è essere complici di chi non ha pietà di nessuna madre, di chi ha spento la gioia di vivere di una povera bimba che sorrideva alla vita”.

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