Demoliamo il Colosseo?

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Tra i tanti monumenti che grondano sangue di innocenti, razzismo e ogni altra turpitudine, c’è sicuramente il nostro Colosseo.

E’ sicuramente uno dei primi monumenti allo schiavismo. Chi combatteva al suo interno, i famosi gladiatori, non erano liberi di farlo. Erano perlopiù schiavi, costretti a giocarsi la vita o a essere mutilati nelle infami lotterie dell’epoca.

Il Colosseo fu arena della strage di tutti i vinti. Vennero esibiti e straziati. Tra essi migliaia di neofiti cristiani crocifissi o lasciati sbranare da belve.

Il suo uso sociale, poi, è il simbolo di poteri che per mantenersi in vita offrivano l’illusione della festa e del gioco, della facile scommessa sulla vita altrui, a masse di diseredati.

Allora lo demoliamo?

La sacrosanta furia antirazzista dei nostri giorni, col suo prendere di mira i simboli di una stagione infame della storia umana, per altro ancora attuale, in nuove forme, per centinaia di milioni di esseri umani, inviterebbe a una proposta di questa natura. E sbaglierebbe.

La storia della specie umana ha cristallizzato in statue e monumenti le sue stagioni. Anche le peggiori. Quelle che oggi giudichiamo tali. Pensare di risolvere le grandi contraddizioni dell’esperienza umana distruggendone le sedimentazioni è solo infantilismo e cecità. Un palliativo assolutamente inutile e infecondo.

Molto più serio e utile sarebbe affrontare la storia, la storia di noi tutti, avendo il coraggio di guardare criticamente alle radici dei suoi orrori. Quelle ancora in vita e che non temono la decapitazione di qualche monumento.

Il razzismo, la discriminazione verso “il diverso”, l’oppressione dell’uomo sull’altro uomo, hanno radici ben più solide dei loro monumenti. Infatti sopravvivono alle loro statue e rappresentazioni storiche.

Quelle radici sono il male antico dell’uomo. Il primo muro, il primo recinto, la prima distinzione. In nome della paura dell’altro. Degli interessi di alcuni che si facevano legge, con la forza, per tutti negando la comunanza dei diritti e dei bisogni.

Se vogliamo cancellare la vergogna del razzismo, l’orrore dell’ingiustizia, l’oppressione delle donne, il martirio del loro corpo e di quello dei bambini, dobbiamo finalmente fare i conti con la nostra storia, con la natura infelice dell’uomo, con la sua fame antica di potere costi quello che costi.

Più che imbrattare statue, occorre rileggere impietosamente la vicenda umana e i suoi ambigui eroi. Mandare al macero tanti libri di storia e fare i conti, sul serio, con noi stessi traendone le dovute conseguenze, trasformando radicalmente il nostro oggi e il nostro modo di essere nell’oggi. Usare i nostri monumenti per ricordare criticamente.

Dobbiamo fare i conti con l’uomo, l’animale più geniale, capace di mirabilia, ma inventore dell’orrore. La tortura, il genocidio, la menzogna, il dominio feroce dell’altro, l’asservimento brutale della natura.

Altrimenti non c’è salvezza.

Solo qualche statua ridotta a pietre riutilizzabili per celebrare nuove infamie. E sarebbe vero ciò che scrive il poeta Dinka.

” Siamo alla fine di un delirio di milioni di anni. Da qualche parte nell’evoluzioneUna cellula di egoismo e perversione. Si è moltiplicata e si è chiamata uomo”

silvestro montanaro

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2 Responses

  1. Avatar kob ha detto:

    Sui Gladiatori:
    perlopiù schiavi!
    Infatti, ogi si ritiene che la maggior parte dei gladiatori fossero schiavi, ma una piccola parte nò!
    Sull’uguaglianza:
    Quelle radici sono il male antico dell’uomo. Il primo muro, il primo recinto, la prima distinzione. In nome della paura dell’altro. Degli interessi di alcuni che si facevano legge, con la forza, per tutti negando la comunanza dei diritti e dei bisogni.
    Difati c’è un vecchio detto americano che più o meno recita così
    Dio creò gli uomini diversi, il signor Colt li rese uguali Samuel Colt
    Ma in verità forse è il contrario! Come direbbe Verdone: E un discorso troppo lungo……..poi dello debbo rifà!
    Comunque genericamente quello che avete scritto è giusto!
    Almeno sè la si vede in una cera maniera! Anche quà!………Ancora più lungo!
    Buy!!!

  2. Avatar MAURIZIO COSTA ha detto:

    …Che dire… per certi aspetti non sarebbe sbagliato, ma…. Oggi, egoisticamente é un monumento storico, un simbolo, conosciuto in tutto il mondo…..!? Forse ha altresi valore di testimonianza per insegnare ai popoli odierni a non cadere piu’ in quelle assurde barbarie…..

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