Tutti noi dobbiamo pretendere quello che per “loro” è impossibile…Vivere!

” Per piacere, potrebbe dire al signor Trump di non preoccuparsi? Non voglio dargli fastidio. Mi metterò in un cantuccio e sono pronta ad accettare qualsiasi lavoro. Ho lavorato tutta la vita. A me la fatica non fa paura. La fame, la violenza, quelle sì !”.
María Carvajal ha 63 anni e viene dall’Honduras. Da settimane cammina sotto un sole che qui in Messico è a dir poco rovente. E’ una delle settemila povere anime, una marea di donne e bambini, che dall’Honduras, e poi dal Guatemala e da El Salvador, si è messa in marcia con un solo sogno in testa. Fuggire dalla miseria e dalla violenza delle loro terre native e raggiungere la “Terra Promessa”, cioè gli Stati Uniti.
Trump, a fini elettorali, vista l’imminenza delle elezioni di mezzo termine, ha bollato i loro sogni di violenza criminale. Ha parlato di invasione, dell’arrivo di spacciatori e assassini. Difficile credergli guardando questa umanità dolente. Donne e bambini, esseri umani. Trump ha minacciato ogni possibile ritorsione contro i paesi che hanno permesso a questa gente di arrivare nei pressi della frontiera americana. Ha addirittura schierato l’esercito.
” Dio ci aiuterà. Non ci lascerà soli. Sa che siamo nel giusto”, si dice convinta Maria trascinando le sue povere cose. ” Vogliamo solo vivere. Abbiamo diritto a vivere”.
E’ inutile spiegare a questa povera donna che il mondo ha le sue regole, che esistono le frontiere, le leggi sull’immigrazione.
” Anche noi abbiamo diritto a vivere!”.
Le leggi del nostro mondo, le sue regole, valgono meno di zero di fronte a questa semplice e rivoluzionaria verità.
Questa marcia sta mettendo a nudo il grande imbroglio, la grande bugia.
Le regole del nostro mondo sono quelle che hanno reso una minoranza ogni giorno più ristretta padrona di ogni ricchezza e di ogni potere. E lo hanno fatto senza alcuno scrupolo nei confronti della maggioranza delle donne e degli uomini del pianeta.
Maria e i suoi compagni di viaggio fuggono dai paesi considerati il “cortile di casa” dello zio Sam. Queste terre sono state bagnate di sangue e ingiustizia, arricchendo piccoli gruppi di potere e potenti multinazionali, i loro servi locali, impoverendo oltre ogni immaginazione intere popolazioni.
La vicenda di Maria e dei protagonisti di questa marcia è la stessa di chi tenta di fuggire dall’Africa e dallo sfruttamento selvaggio di quel continente e di quelli che, per le stesse ragioni, fuggono dai paesi della miseria del sud est asiatico. Hanno loro rubato ogni cosa, ogni casa, ogni futuro.
I cento Trump della Terra hanno dichiarato guerra a questa gente. Ergono mura, fortificano le frontiere dei loro paesi, schierano eserciti e chiamano all’odio e alla guerra tra poveri,pur di mantenere inalterati i poteri e le ricchezze di chi li vuole al potere.
E’ probabile che Maria dovrà tornarsene a casa e morire di stenti, ma nessun muro, nessuna frontiera, alla lunga, potrà fermare l’urlo dei dannati della Terra, la maggioranza delle donne e degli uomini di questo nostro pianeta malato di ingiustizia. ” Vogliamo vivere. Abbiamo diritto a vivere ! “. Solo un folle o un criminale, entrambi illusi, può rispondere a questa gente schierando i cannoni.
Arriverà il giorno in cui le mille e mille marce della speranza prenderanno coscienza della loro immensa forza. Le loro fila si ingrosseranno dei disperati, sempre più numerosi negli stessi paesi oggi considerati terre promesse. Finirà il tempo delle guerre tra poveri e sarà guerra ai prepotenti. I poveri, gli immiseriti, i senza speranza, diventeranno un fiume inarrestabile che cambierà il mondo e lo restituirà ai suoi veri proprietari, noi tutti, travolgendo le folli regole di una malvagia razionalità che serve solo pochi potenti.
Quello che viviamo sarà consegnato alla storia come il tempo della grande ingiustizia e dei grandi criminali che volevano rubare, persino la vita, all’umanità.

silvestro montanaro

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