E’ guerra alla bandiera della pace

La bandiera della pace, esposta da oltre cinque anni sulla facciata del comune di Cerveteri dal sindaco Alessio Pascucci, non è consentita e deve essere “distante e ben separata dalle bandiere istituzionali”: a comunicarlo è la prefettura di Roma sollecitata dai neofascisti del terzo millennio di CasaPound, che a ottobre avevano chiesto di togliere il vessillo multicolore affisso dal sindaco Pascucci al fianco, ma distanziato di qualche metro, dalle bandiere istituzionali tra cui quella Ue.

Ma Pascucci ha già detto che non toglierà il vessillo e il caso ora è politico: “La bandiera è già separata – spiega il sindaco di Cerveteri – se Salvini e il prefetto vogliono che la tolga vadano prima da CasaPound a sgomberare la sede di Roma che il partito neofascista occupa da anni. E dopo ci preoccupiamo della bandiera della pace”. Il caso nasce a fine ottobre. Dopo la sollecitazione di CasaPound, il prefetto di Roma Basilone chiede il parere della presidenza del consiglio dei ministri.

Pochi giorni fa, il 28 dicembre, la prefettura risponde al sindaco Pascucci con una lettera in cui si legge: “Il responsabile del nucleo di CasaPound Ladispoli ha segnalato a questa prefettura l’esposizione accanto alle tre bandiere istituzionali di una bandiera arcobaleno con la dicitura pace, chiedendone l’immediata rimozione”. La missiva continua dicendo che “non è consentito affiancare a simboli delle istituzioni ulteriori vessilli che non siano espressione di amministrazioni pubbliche”. Infine conclude: “la bandiera della pace andrà issata in posizione distante e ben separata dalle bandiere istituzionali”.

La questione è politica: ad agosto Pascucci, in qualità di consigliere della città metropolitana di Roma, ha scritto a Salvini, Raggi e al prefetto Basilone una lettera per sollecitare lo sgombero del palazzo occupato da CasaPound e riportare la legalità. Ad oggi, nessuna risposta dai tre. “Il prefetto e Salvini devono spiegare perché un militante neofascista fa un esposto e riceve subito risposta mentre io da rappresentante istituzionale non ho ricevuto nulla proprio su CasaPound. Non voglio privilegi, chiedo solo una risposta. Perchè se scrive un militante neofascista rispondono e a un rappresentante istituzionale no?”.

 

da REPUBBLICA

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