E se noi donne cominciassimo a fregarcene di sembrare belle?

image_pdfimage_print

È difficile fare pace con il tempo. Guardarsi e pensare che la pelle non sta più su, che il corpo reagisca in maniera diversa al cibo, che la ginnastica che facevi prima ti annoia terribilmente, che il “senso” a volte non torna e i desideri sono altri.

Difficile pensare che non ti basta più un vestito per sentirti bene e ti annoia pure andarlo a comprare che il piano su cui misuri la vita non è più la “bellezza” e forse non lo è mai stato, ma non lo sapevi.

Difficile pensare che da qui in poi potrai scegliere se combattere con creme cremine cremette questo tempo inarrestabile, oppure decidere una discesa dolce.

Difficile non stare a dieta, immaginarsi magra, quando lo fai da una vita e quel tempo ti distrae dal resto.

Difficile capire il corpo che ti riporta a ciò che sei, difese e inganni. A volta cerchi di non ascoltarlo perché fa paura.

Così, ti ritrovi durante un tempo sospeso a pensare a chi sei e cosa vuoi.

Immagini di essere uno specchio per le tue figlie e sai che la loro difficoltà a non accettarsi è un po’ colpa del mondo maschile e delle sue richieste che incatenano e un po’ tua, di quella dieta che non finisce mai, di quel fisico che rincorri, delle parole che usi per descriverti.

Ho mangiato troppo, ho la pancia, ho preso un chilo, devo rimettermi in carreggiata, ho la cellulite, le cosce grosse ecc…voci continue di donne, come un’ossessione ad un tavolino di un bar, in ufficio, chiacchiere tra amiche.

“Sei dimagrita!” è uno dei complimenti più belli che possiamo farci come se l’essere magra potesse…potesse cosa?

Farci dimenticare un amore assurdo? Un matrimonio che non funziona? Il sonnifero che abbiamo bisogno di prendere? Un lavoro che non ci piace?

Come rispondere alle aspettative. Questa vince su tutto.

È importante essere consapevoli, conoscere come funzioniamo per provare a contrastare un sistema che ci inchioda all’immagine di ciò che dovremmo essere invece di guardarci per ciò che siamo.

Chi sono Io? La pelle che cade, anche, ma poi? Se smettessimo di piacere cosa succederebbe? Quel tempo dovremmo riempirlo in qualche modo.

Di donna in donna la storia è sempre la stessa, imperfezioni da correggere dentro ad una vita.

Prima di uscire continuo a mettermi il rossetto rosso, la matita nera negli occhi e il mascara. Mi prendo cura così, mi piace farlo.

Ho un desiderio dentro a questa mia seconda pelle: cambiare le parole per descrivermi. Perché è dalle parole che parte tutto, quelle che usano per definirci fin dalla tenera età, quelle che ci portiamo dietro e diventano un bagaglio pesante di cui non riusciamo mai a disfarci.

Voglio usare parole nuove anche per le mie figlie, perché vedano che sia possibile resistere agli inganni e possano avvicinarsi prima di me a quella domanda da cui mi sono lentamente allontanata: Cosa desidero davvero?

Difficile andare controcorrente, ma possibile e necessario quando il tempo che si ha davanti è minore di quello che abbiamo alle spalle.

Sprecarlo sarebbe un insulto all’esistenza, che di cambiare per piacere agli altri mi sono rotta.

Quindi, inizio dalle parole: di essere bella non me ne frega niente!

Discesa dolce. E libera.

Penny ( Cinzia Pennati, SOS DONNE BLOG )

by Ludovica

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: