EBOLA: L’EPIDEMIA AVANZA

Lunedì, sei persone sono entrate nel centro di trattamento dei malati di Ebola di Mbandaka, hanno fatto irruzione nella zona rossa dove sono assistiti i più gravi e hanno portato via, con la forza, due pazienti. A bordo di alcune moto le hanno portate nel loro quartiere natio, in una chiesa. Lì c’erano le loro famiglie, decine e decine di parenti, che hanno pregato per la salute dei due infermi. E molto probabilmente si sono infettate.
Il primo di loro, una adolescente, è rientrata in ospedale il giorno successivo perché la febbre e il vomito sono aumentati. E’ morta dopo poche ore. L’altro paziente, anche lei una donna, invece è morta nella sua casa.
Questa vicenda è emblematica delle difficoltà incontrate dagli epidemiologi in questa zona della Repubblica Democratica del Congo dove religione e ignoranza si stringono pericolosamente la mano. In un solo giorno, quanto è accaduto, potrebbe aver moltiplicato il contagio. Ogni membro di quelle famiglie potrebbe aver esteso l’Ebola a nuovi contatti. E così, esponenzialmente.

Oramai, la malattia avanza incontrollata in questa regione del Congo. Non solo perché c’è un aumento nel numero di casi confermati (54) e morti (26), mentre i possibili infettati si calcolano in più di mille . C’è qualcosa in questa nuova epidemia che sfugge alla comprensione degli addetti ai lavori.
Luis Encinas, un esperto di Ebola Medici Senza Frontiere, appena arrivato da Bikoro, primo focolaio accertato, dove ha supervisionato la vaccinazione sperimentale del personale medico e funerario, riconosce di essere molto preoccupato per le dinamiche che sta prendendo la malattia. “Ogni giorno riceviamo pazienti che non appartengono a catene di trasmissione conosciute e che non hanno un collegamento tra di loro “.
Questo virus viene solitamente trasmesso da scimmie o pipistrelli, vettori di Ebola e commestibili nella regione. Louis Encinas che ha grande esperienza nel fermare focolai in aree remote, come quelli scoperti finora dal 1976, non sa come veramente affrontare questo nuovo esplodere del male. “Non è un focolaio classico e controllabile in una zona remota, ma è molto più preoccupante. Ha un diverso meccanismo sociale ed epidemiologico. E’ infatti sorprendente trovare pazienti senza legami tra loro, da aree diverse rispetto al focus iniziale, che nessuno sa come siano stati infettati e non abbiamo ancora informazioni per misurare la gravità della malattia “.
Mbandaka, la città in cui Ebola è arrivata dal villaggio di Bikoro, è una città di 1,5 milioni di abitanti con un importante porto fluviale di persone e merci che la collega, attraverso il fiume Congo, con due grandi capitali, Brazzaville del Congo Brazzaville e Kinshasa, 12 milioni di abitanti, della Repubblica del Congo. Inoltre, è anche collegato a Bangui (capitale della Repubblica Centrafricana) dal fiume Ubangui.
In base a quanto accaduto con altre epidemie, la diffusione del virus attraverso il fiume è un rischio più che concreto. E sarebbe catastrofe. Gli interventi messi in campo finora rischiano di essere insufficienti a fronte di quanto sta accadendo e potrebbe ancora accadere.

You may also like...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: