Egitto: Due anni di prigione per aver denunciato le molestie sessuali

Ha alzato la voce contro le molestie sessuali subite dalle donne egiziane e il regime, che ha mandato in prigione decine di migliaia di oppositori, l’ha resa muta.
La giustizia egiziana ha condannato a due anni di carcere l’attivista per i diritti umani Amal Fathi per “aver pubblicato bugie e fatto uso improprio dei social network” denunciando pubblicamente l’epidemia di molestie che affligge le donne del paese.
Un tribunale della capitale egiziana ha condannato la ragazza a 24 mesi dietro le sbarre. Ha imposto, inoltre, una cauzione di 20.000 sterline egiziane (circa 967 euro) e una multa di altre 10.000 sterline. Attivista e attrice, membro del fuorilegge Movimento 6 aprile che ha organizzato la prima rivolta contro Hosni Mubarak nel 2011, Amal è stata arrestata durante un raid nella sua casa la mattina dell’11 maggio e da allora è rimasta in prigione. In un video trasmesso su Facebook, Fathi aveva accusato le autorità del paese e denunciato le molestie sessuali, il deterioramento dei diritti umani e dei servizi pubblici e il programma di austerità del governo. Secondo uno studio delle Nazioni Unite, pubblicato lo scorso anno, circa il 60% delle donne egiziane ha subito più episodi di molestia.
Amal è moglie di Mohamed Lotfi, direttore della ONG Commissione egiziana per i diritti e le libertà, una delle organizzazioni che documentano le gravi violazioni registrate nella terra dei faraoni dopo il colpo di stato che nel 2013 ha portato alla presidenza l’allora capo dell’esercito Abd al-Fattah al-Sisi.
“La sentenza è un messaggio molto chiaro alle vittime di molestie sessuali che parlano contro i loro aguzzini e denunciano le aggressioni subite alla polizia. State zitte, altrimenti sarete arrestate e condannate. Questa barbara sentenza è anche un messaggio agli stalker. Dice loro che hanno il via libera per continuare a molestare come e quando vogliono”, afferma l’attivista, che farà appello contro la sentenza.

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