EGITTO: Un’importante novità contro l’epidemia di molestie sessuali

Al Azhar, la più prestigiosa istituzione dell’islam sunnita con sede a il Cairo, ha reso pubblica una condanna definitiva e senza appello delle molestie sessuali. “Al Azhar vuole sottolineare che le molestie sono illegali e frutto di una condotta vergognosa e deviata. Gli autori vanno condannati come responsabili di un’offesa a Dio. Le molestie sessuali sono un atto disgustoso per qualsiasi persona normale e sono condannate da tutte le leggi e religioni “, ha affermato l’importante istituzione in una dichiarazione rilasciata attraverso i suoi account Facebook e Twitter.
“ Meglio tardi che mai. Dovevano pronunciarsi molto prima che la situazione arrivasse all’orrore odierno. Oramai siamo di fronte a una vera e propria epidemia in Egitto”. Rania non ha peli sulla lingua. E’ divenuta l’eroina di tutte le donne egiziane stanche di questo galoppante sopruso da quando, un anno fa, si è ribellata all’assalto di un molestatore riempiendolo di botte e consegnandolo alla polizia.
Che ci si trovi di fronte a un fenomeno preoccupante lo racconta la cronaca di tutti i giorni. La settimana della festa del Sacrificio è stata costellata da episodi a dir poco allarmanti. Un uomo di 40 anni è stato pugnalato a morte su una spiaggia ad Alessandria dopo aver cercato di difendere la moglie da uno stalker. Nella vicina Damanhur, un video ha mostrato tre donne assalite da una folla di uomini in una strada del villaggio. E nel quartiere benestante di Tagamo a Jamis, una ragazzina è stata assalita mentre aspettava l’autobus.
Nel 2014 il regime dell’ex capo dell’esercito Abdel Fattah El-Sisi ha riconosciuto la gravità del fenomeno delle molestie promulgando una legge che prevede pene fino a cinque anni di reclusione e multe fino a 5.000 euro. La realtà, tuttavia, continua a essere di giorno in giorno sempre più orrenda. “La legislazione è appropriata e potrebbe anche essere sufficiente, ma il problema è che non si applica. Le donne che soffrono di molestie non le denunciano per paura e, in molti casi, le autorità parteggiano per gli stalker. E poi manca una battaglia culturale, una politica che educhi al rispetto delle donne.”, denuncia Rania. A luglio una turista libanese è stata condannata a otto anni di prigione per aver denunciato su Facebook le molestie sessuali subite durante la sua visita in Egitto.La vera faccia oscurantista del regime di Al Sisi ha inviato un chiaro messaggio a tutte le donne del paese.Chi denuncia viene punita.
La società egiziana,poi, ha una cultura dei diritti umani e di quelli delle donne praticamente allo zero dopo anni di regimi autoritari, corruzione e miseria. Il 75% degli uomini e 84% delle donne, secondo una indagine d’opinione, affermano che le donne “che si vestono provocatoriamente meritano di essere molestate”.
Nella sua crociata contro le molestie, favorevole a inasprire le pene, Al Azhar, la potente istituzione sunnita, ha dichiarato che niente può giustificarle e ha lanciato una campagna di sensibilizzazione nei centri giovanili, bar, stazioni di polizia e nelle moschee.
Una presa di posizione storica.

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