EGITTO: ” Uno spaventoso carcere a cielo aperto “.

Il lavoro minuzioso del regime presieduto dall’ ex capo dell’esercito egiziano Abd al-Fattah al-Sisi ha lasciato ben poche opzioni a coloro che hanno organizzato le rivolte contro Mubarak e sono stati protagonisti del successivo fugace periodo in cui timide libertà fiorirono nel paese più popoloso del mondo arabo.
Coloro che sono sfuggiti alla prigione hanno scelto l’esilio o rifugiarsi nelle loro faccende quotidiane.
“Il governo di Al Sisi tratta i cittadini dell’Egitto come criminali ogni qualvolta per provano ad esprimere le loro opinioni in modo pacifico”, denuncia un attivista egiziano per i diritti umani “ Con la scusa di combattere il terrorismo o le notizie false, le autorità hanno approvato leggi che mirano, in realtà, a soffocare ogni opposizione. A metà luglio il Parlamento ha approvato un pacchetto di tre leggi che gli permettono di estendere i suoi tentacoli anche ai social network e ai blog, cioè gli ultimi rifugi dell’opposizione e del giornalismo indipendente “. La legislazione converte gli account di facebook con oltre 5.000 seguaci in veri e propri media, aprendo la porta alla persecuzione dei loro proprietari con l’accusa di diffamazione della religione o di incitamento all’odio. Nel mese di agosto, poi, Al Sisi ha firmato una legge contro il crimine informatico che, secondo Reporter senza frontiere, ” legalizza e rafforza la censura esistente, permette di bloccare le pagine web e criminalizza chi amministra questi mezzi di comunicazione e i loro lettori”, con pene detentive che oscillano tra dodici mesi e due anni. Da circa un anno, l’accesso a più di 500 siti Web è stato limitato mentre i media privati sono stati acquisiti da magnati vicini al regime e ai servizi di intelligence.

Amnesty International ha lanciato una campagna mondiale che che invita gli utenti di Internet di tutto il mondo ad inviare missive al governo egiziano e ad essere solidali con coloro che sono perseguitati dal regime. La campagna vuole rompere il silenzio inaccettabile che circonda queste vicende; richiede il rilascio immediato e incondizionato di tutte le persone arrestate solo per aver esercitato il diritto di esprimere pacificamente le proprie opinioni; la fine della censura nei media e l’abrogazione della legislazione che rafforza il controllo statale sulla libertà di espressione.
“Dobbiamo dimostrare a queste persone coraggiose che non sono sole “.

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