LA FELICITA’? CANTARE “ O SOLE MIO ” INSIEME A 300 BAMBINI AFRICANI

“ La felicità? E’ cantare “ O sole mio…” insieme a trecento ragazzini nigeriani. Tutti hanno diritto a essere felici e cantare insieme una canzone è sentirsi parte della stessa storia, essere fratelli”. Sprizza entusiasmo da tutti i pori Antonio Zingarelli, da poco eletto presidente del nascente Circolo Sankara- Cittadini del mondo di Mugnano, in provincia di Napoli. “ L’Africa mi ha regalato tanto. Uno dei regali più belli è aver conosciuto la vita e le opere di Thomas Sankara, lo straordinario presidente del Burkina Faso assassinato perché il suo esempio non si diffondesse e non cambiasse radicalmente la storia africana e quella di tutti noi”.
Antonio, che di mestiere si occupa di idraulica, in Africa ci va da qualche decennio. Quasi sempre in compagnia di Mario De Cesare che di mestiere, invece, fa il dottore.
“ Tutto è cominciato tanti anni fa. Le strade dell’hinterland napoletano, ogni mattina, all’alba, si popolavano di migliaia di ragazzi di colore. Aspettavano speranzosi l’arrivo dei caporali che li portassero in campagna o nei cantieri edili. Guadagnavano pochi soldi, si ammazzavano di fatica eppure sorridevano sempre. Cominciai, insieme ad alcuni amici, a portar loro del latte caldo e qualche biscotto. Mi sembrava giusto, umano. E scoprii un mondo intero, meglio ancora la più grande delle ingiustizie. Sì, l’Africa è questo, la più grande delle ingiustizie della storia dell’umanità. Un continente ricco, ricchissimo, di materie prime e per questo condannato alla miseria più nera. Gli interessi di alcuni grandi poteri saccheggiano questi paesi, diffondono la piaga della guerra, impediscono ogni libertà e ogni forma di sviluppo. Quei ragazzi erano qui, a farsi sfruttare, pur di salvare dalla fame le proprie famiglie. E’ stato allora che ho capito che il problema non era aiutare, ma cooperare, rendere giustizia, salvare noi stessi. Ogni ingiustizia ci riguarda da vicino, altrimenti non possiamo più chiamarci uomini”.
Il passo fu breve e da allora Antonio e Mario cominciarono ad andare in Africa. Lì hanno costruito scuole, ospedali, ambulatori, pozzi. Tutto a costi bassissimi e con i soldi raccolti tra gli amici.
“ Costruire un pozzo non può costare più di qualche migliaio di euro. Inorridisco sentendo che altri, i professionisti della cooperazione e dell’aiuto umanitario, spendono tantissimo di più. Inoltre noi lo facciamo con la gente. E alla gente che vive lì che chiediamo cosa serve e insieme lo realizziamo. In questo modo le strutture che vengono su sono patrimonio loro e guai a chi le tocca”, mi spiega Mario.
Mario è uno di poche parole. E’ un medico vero, cioè uno che sta sempre al servizio di chi sta male. Una missione. Appena ha tempo libero, torna in Africa. Ogni giorno visita centinaia di persone malate.
“ Ne ha salvate tante dalla morte, ma davvero tante- racconta Antonio- E’ capace di visitare ininterrottamente per 14, per 16 ore. E’ assurdo vedere che ancora oggi si debba morire per una banale gastroenterite”.
Ora l’impegno del Circolo Sankara.
“ In un tempo in cui si costruiscono nuovi muri cementati di odio e diffidenza, noi vogliamo essere ponti di fratellanza e di speranza fattiva. – mi spiegano Antonio e Mario- I problemi del nostro mondo sono tanti e sono comuni. Anche le soluzioni devono essere comuni. Essere cittadini del mondo è percorrere questa strada insieme perché l’unica vera salvezza è quando tutti davvero sono salvi e nessuno è rimasto indietro ”.

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