FERMIAMO CHI VORREBBE UN’ITALIA RAZZISTA

Daisy, l’atleta italiana ferita giorni fa dal lancio di un uovo, è stata vittima di un gruppo di balordi, uno figlio di un consigliere comunale del Pd.
Daisy ha raccontato l’accaduto per come lo ha percepito in questi tempi difficili. Ha pensato a una aggressione razzista. Una sensazione sbagliata, ma come darle torto?
Che dovrebbe mai pensare una ragazza che in questi giorni è stata insultata mille e mille volte, cui è stato detto che non deve illudersi, che non è italiana con quel colore di pelle? Quale dovrebbe essere il suo sentire di fronte all’orda furente che ne ha chiesto l’allontanamento dalla squadra olimpica e persino dall’Italia?
Un pezzo grande d’Italia si ostina ancora ora, oltre ogni evidenza, a negare ogni traccia di xenofobia e razzismo nel nostro paese. Intanto anche ieri altri episodi, a Napoli e vicino Firenze, confermano lo spaventoso inizio di una caccia al nero. E questa volta non sono stati fucili a pallini, ma pistole vere. Che uccidono. Ed è già successo in questo nostro paese alla deriva.
Sento già la replica dell’orda assatanata. “ Sei di parte. Perché non parli dei negri che violentano le nostre donne? Perché non parli della povera Pamela fatta a pezzi dai tuoi amici negri?”. Ne ho parlato, eccome!
Ci ho fatto un libro e speso una vita a denunciare femminicidio, turismo sessuale, traffici di carne umana e pedofilia. Anche per questo, conoscendo il fenomeno, non oso farne un uso strumentale come invece fanno altri.
Certi crimini si condannano senza se e senza ma. Chi li commette deve pagare. Ma usarli per affermare che nero e immigrato significa immediatamente stupratore, è falso e vomitevole. Razzismo, per l’appunto.

Un paese in vetta alle classifiche del turismo sessuale e di quello pedofilo, dovrebbe ragionare con ben diversa serietà su certi orrori.
E lo stesso vale sul tema del razzismo.

Io non credo che gli elettori della Lega siano tutti razzisti. Anzi. L’Italia non è razzista, ma rischia di divenirlo. Qualcuno punta a questo per nascondere sotto il tappeto, quello menzognero di un nemico straniero, incivile e invasore, i suoi problemi e le sue incapacità, la sua volontà di non  affrontarli.
Milioni dei nostri ragazzi, pezzi di futuro del nostro paese, sono in fuga in cerca di futuro. E non è certo colpa degli immigrati. Non sono loro a rubarglielo questo futuro. Non è il vu cumprà, il raccoglitore di pomodori, chi lavora da nero, in nero, nei cantieri da sempre a lavoro nero,a rubare vita ai nostri figlioli.
Oggi sarà una giornata che spero non dovremo ricordare con amarezza. Le comunità senegalesi, nel pomeriggio, scenderanno in piazza contro il razzismo. Spero che non ci siano incidenti, che nessuno soffi sul fuoco, anche se stranamente i due ultimi episodi di violenza sono avvenuti laddove si svolgeranno le manifestazioni più importanti, cioè Napoli e Firenze.
Oggi tutti noi, al di là di ogni differenza politica, dobbiamo sentire il dovere civico di ascoltare e rispondere positivamente alle legittime angosce di chi vive tra noi. Ne va della dignità e del prestigio di tutti gli italiani.

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4 Responses

  1. Giorgio ha detto:

    Caro mio , si ostina a non capire, quì non si tratta di fare una differenza tra il crimine del nero da quello del bianco, il nocciolo della questione è che se un clandestino-finto profugo-spacciatore-omicida africano fa a pezzi una ragazzina quando sul suolo italiano non ha alcun diritto di starci ed invece è pure mantenuto , lo stato Italiano è complice ed andrebbe denunciato ad una corte internazionale. Il razzismo che stà nascendo è dovuto proprio dal fatto di avere favorito l’invasione di questa marmaglia e chi ne fa le spese in primis sono proprio i rifugiati VERI che vengono equiparati a questi giovani e robusti fannullloni che come mettono piede da noi cominciano ad accampare pretese. Lei e gente come lei scommetto che non ha mai avuto nessun contatto con loro, provi a lavorarci insieme come ho fatto io e poi mi dice, e probabilmente quelli con cui ho lavorato io saranno tra i migliori, in quanto non sembravano delinquenti, sembravano solamente convinti di poter vivere quì senza fare niente, o perlomeno niente di impegnativo o faticoso, e naturalmente senza avere nessun rispetto della nostra religione ne delle donne in generale, e naturalmente secondo lei si dovrebbe avere simpatia per questi soggetti che fossero stati bianchi sarebbero stati cacciati a calci in culo, mentre essendo neri nessuno può dire niente, altrimenti scatta la parolina magica: “razzismo”, quando più razzista degli Africani non c’è nessuno. Si connetta con il Mondo reale e lasci perdere Walt Disney.

    • Silvestro Montanaro Silvestro Montanaro ha detto:

      Lei vive in un mondo tutto suo. Chi commette un reato va e viene perseguito. Non mi risulta che lo Stato mantenga i criminali assassini, di qualsiasi colore siano. tutto il resto è chiacchiera e glielo dice uno che africa e africani li conosce. Governare le migrazioni significa affrontare le loro cause, non spargere odio e guerre tra poveri per mancanza di idee e per un po’ di potere. Si rilassi. Walt Disney a volontà. Tornerà umano

  2. Pierino ha detto:

    Non ho letto il suo libro sulla tratta degli esseri umani, ma ho solo visto un suo intervento dove, in modo a mio personale parere un po’ superficiale, parla di turismo sessuale nel sudest asiatico. Mi chiedo se nel suo libro parla anche della tratta delle povere ragazze nigeriane, sfruttate sulle strade italiane, da connazionali (e a quanto pare anche parenti di primo grado) della povera Daisy, il cui uovo ha suscitato molto più clamore della sofferenza immane attraverso la quale passano molte sue sorelle. Attraverso l’esperienza di mia moglie, “negra” in Europa, abbiamo trovato negli italiani il popolo più solidale e accogliente del vecchio continente. In questo paese c’è umanità, nel bene o nel male. Smettiamola di denigrarci. Nella nostra esperienza, a parte pochi splendidi esempi, il leghista che vota Salvini nell’immediato e nel pratico aiuta chi è in difficoltà molto di più del liberale gonfio di retorica e prosa, sempre in prima linea su Facebook e a tavola, ma sempre in retrovia quando si tratta di donare. Cordialmente e con rispetto per il suo lavoro.

    • Silvestro Montanaro Silvestro Montanaro ha detto:

      Ne ho parlato. Non solo. Da decenni mi occupo del fenomeno e ho avuto la fortuna di aiutare tante ragazze nigeriane a fuggire dall’inferno della tratta. Non ho mai detto che l’Italia sia un paese di razzisti, anche per questo mi batto contro chi vorrebbe che lo divenisse.

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