Filippine: libertà di uccidere

Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha ammesso per la prima volta “esecuzioni extragiudiziali” durante il suo mandato. La sua campagna contro i drogati è stata un vero e proprio bagno di sangue con l’assassinio di circa 4.800 sospetti di traffico e di consumo di droga.
“Il mio unico peccato sono le esecuzioni extragiudiziali “, ha detto il presidente durante un discorso al Palazzo di Malacañan. Questa dichiarazione potrebbe essere utilizzata dalla Corte internazionale di giustizia, che sta esaminando due denunce contro Duterte su questa materia.
La cosiddetta “guerra alla droga” è iniziata quando Duterte, il “Donald Trump” populista d’Asia, ha preso il potere – il 1 ° luglio 2016- e concesso alla polizia di sparare contro i sospetti che si opponevano all’arresto. Secondo i dati ufficiali della Drug Enforcement Agency delle Filippine, un totale di 4.854 sospetti sono stati uccisi nei raid della polizia e 155.193 sono stati arrestati Organizzazioni per la difesa dei diritti umani, come Human Rights Watch e Amnesty International, valutano, invece, il bilancio delle vittime in 15.000 . Un massacro dovuto al clima di impunità che regna oramai nelle Filippine di cui godono gruppi paramilitari e bande armate di quartiere. Con la scusa della droga organizzazioni mafiose, gruppi affaristici e privati si sono liberati di chiunque desse loro fastidio.
Duterte è stato accusato di dirigere ” squadroni della morte ” durante il suo mandato come sindaco della città meridionale di Davao nella regione di Mindanao, durato ininterrottamente per 22 anni. Una volta ha persino dichiarato di aver ucciso personalmente degli “scarafaggi drogati”. Successivamente, vista l’indignazione sollevata da queste sue affermazioni, ha detto che stava solo scherzando.
Il presidente ha ribadito che le operazioni contro il traffico di droga continueranno fino al 2022, anno in cui scadrà il suo mandato. Con lo stesso stile….

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1 Response

  1. donatella ha detto:

    dio mio, dire che mi piace è contrstante con il sentimento che provo…. l’articolo è interessante, ma è sconvolgente quello che racconta, speriamo che non accada in tutto il mondo, a cominciare da qui

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