Fiorella, pentiti…

Fiorella Mannoia concede l’uso di un suo brano al Pd per la campagna elettorale per le europee. Apriti cielo!

“La Mannoia si è pentita. Lei che aveva votato per i 5 Stelle ha finalmente compreso i suoi errori e ritorna a sinistra. Ma non basta. Ammetta che aveva voglia di un po’ di neo fascismo. Sì, perché i 5 Stelle altro non sono che questo. Fascisti! E lo avevamo profeticamente già detto”.

Un vero delirio. La dimostrazione evidente che questo paese davvero non ragiona. E che in questa nostra povera Italia, la sinistra è tutta da venire.

Conosco Fiorella da tempo. Una donna di  origini popolari che si è sempre spesa per capire e migliorarsi, per essere cittadina del mondo, che sempre si è battuta per diritti per tutti, innanzitutto le donne. E ha sempre pagato, in prima persona. So per certo che quel brano l’ha offerto perché come tanti sente l’urgenza di mettere freno alla melma xenofoba e fascista che rischia di inondarci. Lo cederebbe a chiunque pur di bloccare l’invasione dei signori dell’odio e delle guerre tra poveri.

Un anno fa, come milioni di altri italiani, ha creduto che l’unica speranza rimasta al nostro paese fosse riposta in un gruppo di giovanissimi che invocavano buon governo e onestà. E’ vero, erano già  evidenti i segnali che qualcosa non tornava. A quei giovani non mancava solo esperienza, ma i loro “sogni” erano fumosi e si accompagnavano con lo sdoganamento di idee e modi di agire a dir poco criticabili e pericolosi. Il linciaggio dell’avversario, il sessismo contro le avversarie, il definire taxi del mare quanti ritenevano, giustamente, che salvare vite umane nel Mediterraneo fosse semplicemente umano. Tanto per citare alcune criticissime evidenze. La speranza, però, era tanta. E ancor più la rabbia. Per chi mai avrebbero dovuto votare le Fiorella Mannoia e i tanti che a questa speranza ingannevole si erano aggrappati? C’era un sogno, un progetto di futuro e società credibile, cui appellarsi? C’era una sinistra capace di interpretare l’ansia disperata di cambiamento di tanta parte del nostro paese?

Chi avrebbero dovuto votare? Forse quelli che avevano fatto dello spread e del mercato delle divinità cui obbedire ciecamente? Quelli che avevano seppellito ogni questione meridionale? Quelli che avevano stretto patti con gli assassini libici per fermare l’ondata migratoria consacrando che il destino di migliaia di ragazze e ragazzi in fuga da guerre e ingiustizie fosse l’agonia dei nuovi lager? Quelli che oggi gridano porti aperti ma sono stati i primi a chiuderli? C’era una sinistra capace di interpretare criticamente le tante crisi in corso dentro e fuori dei nostri confini e alzare forte la bandiera di un nuovo mondo, più umano e ospitale con tutti i suoi abitanti?  Siamo seri. Non c’era.

Quella che si spacciava come tale accettava le regole di un mondo dominato dal potere finanziario, sfidava l’ondata di destra scimmiottandone i linguaggi, sceglieva di ignorare le grandi ingiustizie dell’oggi divenute sempre più insopportabili.

E ancora oggi non c’è. Manca ancora oggi una casa comune per chi crede nei diritti e nelle libertà per tutte e per tutti, per chi ha la consapevolezza che questo mondo o si cambia radicalmente o sarà sempre più l’inferno che già è. Nemico dei poveri, servo di quella stretta minoranza di poteri e famiglie che fanno da tappo odioso e criminale sulla possibile umana felicità delle genti di questo nostro puntino dell’universo.

Non è quindi la Mannoia a dover far autocritica. Le sue critiche ai 5 Stelle sono state durissime a partire dalla loro alleanza con Salvini.  Sono altri a dover far autocritica o tacere, innanzitutto quelli che oggi vorrebbero processarla, quelli che temerariamente chiamano fascisti milioni di italiani e la loro disperazione, invece di saper ascoltare le loro ragioni e vincere le loro paure. Sono loro i progenitori del disastro attuale in cui le destre sguazzano. Sono loro a impedire che finalmente nascano nuovi sogni e nuove bandiere. Degne di sventolare perché capaci di far sognare un po’ di pace e di giustizia. Di illuminare la strada a un mondo finalmente casa. Di tutte e di tutti.

Domenica voteremo contro Salvini e le destre.

Da lunedì si lavora a costruire il nuovo.

 

Silvestro Montanaro

 

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1 Response

  1. donatella ha detto:

    il medico di Lampedusa che ha curato e accolto tanti migranti, vivi e morti, Bartolo, si è presentato all’Europee per il PD, un partito democratico che vorremmo tutti dicesse qualcosa, qualcosa di sinistra, e che, per questa volta, sopravviverà solo perchè certa destra ha saputo essergli di gran lunga peggiore, in poco tempo, e certi masaniello non hanno saputo, neanche loro, capire che il popolo dei nullatenenti ha per lo più braccia aperte nei confronti di quelli che stanno addirittura peggio. Sarebbe bastato ad uno qualsiasi di tutti quei signori intraprendere una seria lotta per rivedere e proporre nuovi rapporti economici dell’Occidente con i Paesi Poveri, unica soluzione al problema dell’immigrazione. Stima grandissima per la Mannoia che ha donato una sua canzone per una causa giusta: sconfiggere la destra sovranista e populista. Ma sappiamo che dal giorno dopo si dovrà combattere ancora perché da quelle fila che abbiamo rinforzato nasca un vero cambiamento. Io questo dico. Il partito Democratico vuole prendere i nostri voti, e li avrà, ma poi prendiamoci il partito democratico, magari entrandovi in massa, come fanno i cinesi quando conquistano una nuova terra, facciamolo diventare noi, una forza di sinistra, non continuimo a separarci, a dividerci. Non ha senso. La storia ci insegna che pochi infiltrati riescono a cambiare le sorti di un intero movimento. Cosa potremmo fare noi, tutti insieme?
    Aspetto risposte. ; )

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