GENOVA: CON AUTOSTRADE NON SI TRATTA !

Qualcuno ha aperto di fatto una trattativa con Autostrade, la società della famiglia Benetton che aveva in gestione ponte Morandi. Se Autostrade fa un bel gesto, se da un po’ di soldi alle famiglie delle vittime e ai feriti, e agli sfollati, se ricostruisce il ponte e abolisce i pedaggi, poi ci si siederà insieme intorno a un tavolo e si vedrà cosa fare delle concessioni a questo gruppo finanziario.
Ascoltare da parte dei massimi esponenti della Lega simili discorsi, alla vigilia dei funerali delle vittime, da il voltastomaco. Le vite umane, gli affetti persi, non hanno prezzo. Altrettanto il sentimento di giustizia, ferito a morte, del nostro paese.
La giustizia, cari signori, non è questa. Sono la legge, i tribunali, che devono decidere penali e risarcimenti non ambigui accordi tra politici e società eventualmente responsabili di tanti lutti. Tutto il resto è offesa grave a questo nostro paese ancora una volta vittima di quella strana narrazione che chiama disgrazie quelle che sono colpe degli uomini, malaffare e niente altro.
E di questo che stiamo parlando. Può un paese civile accettare che il 60% dei suoi ponti sia in situazione critica mentre chi questi ponti gestisce fa affari miliardari con i pedaggi? Può un paese normale subire che i contratti e le privatizzazioni in campo autostradale siano segreti di stato e che le aziende concessionarie si autocontrollino da sole? Può un paese come il nostro subire l’onta di chi ancora ora, a babbo morto, continua a dire che tutto era sotto controllo? Ed allora perché quel ponte è caduto? Una disgrazia? Troppo comodo!
Ritirare una concessione ha il suo iter burocratico, questo è certo. E’ un gesto che va sufficientemente motivato, poco ma sicuro anche grazie agli infiniti cavilli a salvaguardia dei potenti e non dei cittadini che tanti di questi oscuri contratti contengono.

La politica, le istituzioni, però, non possono non prendere atto di un fatto fondamentale.
E’ venuto meno, motivatamente, il rapporto di fiducia con la società Autostrade. Il paese non ha più fiducia in questa società. E tanto basta per metter finalmente mano a una profonda revisione di questa e tante altre concessioni e a ripristinare un controllo pubblico, per troppo tempo fraudolentemente mancato, su settori di grande interesse pubblico .
Una politica di privatizzazioni selvagge, la finanziarizzazione di vitali gangli della vita pubblica, hanno generato l’orrore di Genova. Il bene pubblico non può più sottostare alle logiche di Borsa e alla remunerazione delle azioni, costi quel che costi, cioè lo scempio di un paese e di tante vite umane.
Chi vuol trattare con Autostrade, da cui è provato che in passato abbia ricevuto aiuti milionari, è nemico degli italiani.

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