Global Witness: nelle Filippine Del Monte e Dole fanno affari con chi uccide i difensori dell’ambiente

Nel 2018, 30 difensori della terra e dell’ambiente sono stati uccisi nelle Filippine, rendendolo il paese con il maggior numero di omicidi di questa natura al mondo. Come dimostra la nostra nuova indagine, nonostante le promesse elettorali, l’amministrazione di Duterte sta lasciando i difensori in balia di imprenditori senza scrupolo.
Le aziende minerarie, l’agroindustria, l’industria del legname e quella del carbone stanno guidando attacchi contro attivisti ambientali. Imprese come Del Monte Philippines e Dole Philippines, e giganti  come la San Miguel Corporation, sono legati a partner locali accusati di attacchi e omicidi di manifestanti.

Dopo essere diventato presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte ha promesso di salvaguardare le comunità rurali e indigene del paese, combattere la corruzione e proteggere l’ambiente. Tuttavia, la nostra ricerca mostra come Duterte non sia riuscito  a mantenere queste promesse, permettendo alle aziende di avere mano libera. E nelle Filippine, questo significa affari a tutti i costi. Il nostro rapporto documenta la distruzione dei diritti degli indigeni, la corruzione endemica e il continuo danno ambientale, il tutto impunemente.

Inoltre, mostriamo come le aziende conosciute a livello internazionale tra cui Del Monte Philippines, San Miguel Corporation, Standard Chartered, Dole Philippines e la Banca mondiale risultano collegate agli attacchi contro i difensori dell’ambiente attraverso le loro attività commerciali nelle Filippine.

La violenza contro i difensori della terra e dell’ambiente nelle Filippine è un problema sistemico, che abbraccia molte diverse regioni del paese e molte attività economiche, tra cui:

Carbone – Il primo giorno della presidenza di Duterte,  “nonna” Gloria Capitan è stata uccisa dopo essersi opposta alle strutture per lo stoccaggio del carbone e a una centrale a carbone di proprietà della San Miguel Corporation, sostenuta dalla Standard Chartered e dalla Banca mondiale, che stava inquinando la sua comunità a Bataan.

Agroalimentare – Renato Anglao è stato assassinato dopo aver protestato per il furto delle terre indigene a Bukidnon, operato da un proprietario terriero  e da un sindaco per produrre frutta per Del Monte Filippine. Un episodio che conferma nostre recenti rivelazioni secondo cui un’altra grande azienda agroalimentare, Dole Philippines, ha affittato  terreni per coltivare banane da un noto trafficante di armi accusato di usare frodi e coercizione per ottenere diritti sulle terre indigene.

Legname- il boom turistico a Palawan sta alimentando la violenza, con Ruben Arzaga ucciso per aver denunciato il taglio illegale di alberi  per costruire hotel e boutique. Argaza è  il dodicesimo membro di un gruppo ambientalista locale ad essere assassinato in meno di due decenni.

Industria mineraria Un leader dell’associazione degli agricoltori, Jimmy Saypan, è stato assassinato da sicari a seguito di proteste contro le attività illegali della società mineraria di oro e argento AgPet. La società è finanziata  dal colosso manifatturiero San Miguel.

In nessuno di questi casi è stata fatta giustizia.

Global Whitness

Download the full investigation, Defending the Philippines (PDF, 5.2MB)

 

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